Proverbi e detti popoloari gravinesi

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Proverbi e detti popoloari gravinesi

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Ora il proverbio è l'uomo tutto nelle sue varie condizioni sociali, ne' vari momenti della vita, in ogni tempo, in ogni regione: e chi volesse ad ogni costo trovarvi solo le massime della sana morale o i precetti che conducono a virtù, si ingannerebbe quanto chi nel proverbio non vide se non egoismo, codardia previggente, vergognosa abilità di saper vivere di gente priva affatto di cuore e di sentimento. Il proverbio rappresenta al vivo la salute e la malattia dell'umano pensiero, il perpetuo contrasto delle opinioni diverse, le differenti maniere di vedere, di sentire, di giudicare e quante vi hanno al mondo preoccupazioni buone e cattive.
In quanto fenomeno originariamente orale, i proverbi appartengono alla cultura popolare, ed esprimono i valori e la concezione del mondo di quella cultura, spesso in forma ambivalente, con molte ed evidenti affermazioni contraddittorie da cui si e tentato più volte nel passato di estrarre un sistema ideologico coerente, a partire da Aristotele per finire al Durkheim. L'ambivalenza polisemica è stata usata pertanto a livello ideologico per giustificare talora una visione conservatrice, tal altra una lettura in chiave progressista e rivoluzionaria, con forzature notevoli ed eccessi vari in ambedue i casi. Invece i proverbi non costituiscono la codificazione di una verità, ma sono formule di comodo per razionalizzare la realtà, per inquadrarla e renderla intelligibile e meno incomprensibile, quindi meno ostile e paurosa, in definitiva per esorcizzarla. Per questo motivo lo studio dei proverbi non può prescindere dal terreno sociale in cui hanno circolazione, come l'antropologia richiede. Sottoposta quindi all'osservazione dell'antropologo, la cultura popolare mostra di avere certamente un ruolo di contrapposizione alla cultura dominante delle classi egemoni, ma tale opposizione si sviluppa su diversi livelli contestativi, che vanno dalla ribellione esplicita a quella solamente implicita, per arrivare alla accettazione, che viene a svolgere così in definitiva una funzione narcotizzante, di rassicurazione e di mantenimento dell'assetto sociale.
Mimma Di Benedetto - Tobia Granieri "Proverbi Gravinesi", Bari, 2000
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