Via Aquila, "droit o furn a do port"

Vai ai contenuti

Menu principale:

Via Aquila, "droit o furn a do port"

Città e territorio
Via Aquila, toponimo di una antica strada della nostra città, nel centro antico del paese, nei pressi della chiesa di San Nicola, da via Porticella a via Scale Lunghe, già stretta "Lo forno a due porte". E' molto conosciuta dai cittadini gravinesi, specie dagli anziani, come "droit o frun a do port". Perché "Aquila", perché "Forno a due porte"? Nel sec. XVI a Gravina il vescovo del tempo monsignor Giustiniani istituì il seminario, apponendovi sullo stabile il suo stemma: "Aquila reale su tre torri". I forni a Gravina erano dislocati ovunque, in ogni quartiere, in ogni rione, specie nel centro antico. E in via Aquila c'era un forno al quale si accedeva da due porte, una porta da via Aquila appunto e l'altra, tramite accesso interno del forno, da via Porticella. In via Aquila nei primi anni del dopoguerra vivevano circa cinquecento anime. Case addossate l'una all'altra, piccoli atri con finestrelle per le luci e le vedute di mini appartamenti senza acqua e senza fogna. E le donne trasportavano l'acqua nelle case dal fontanino della piazzetta vicina. E la mattina presto passava da via Aquila l'incaricato comunale del trasporto liquami (la vott). Negli anni '60 gli allacci dell'acqua e della fogna in quasi tutte le case, rappresentarono il segno tangibile di un futuro migliore. C'era la miseria in quegli anni nei quartieri poveri di Gravina, ma c'era tanta dignità e coesione sociale. Voglia di riscatto. Si emigrava per mancanza di lavoro nel Settentrione, in Germania, in Francia e in America. Un gravinese che vive a New York, Francesco Gismundi, ci sollecita dai social network di postare immagini di Gravina, della sua indimenticabile strada nativa, Via Aquila, "droit o frun a do port". Per raccontare ai suoi figli le difficoltà incontrate nella vita in un paese del Sud Italia. Storia del passato che ci umilia ma al tempo stesso ci incoraggia. E' fortemente innamorato della sua città d'origine Francesco, che a New York vive con i suoi anziani genitori. Il suo papà Vincenzo è nato e cresciuto in via Aquila, "droit o frun a do port", in una famiglia di 10 figli: Francesco, Teresa, Vincenzo, Beniamino, Vito, Lucia, Giacinto, Paolo Luciano e Giuseppina. Gravina, il paese in cui si è nati, non si scorda mai.
La redazione
Copyright 2005 -2019 Gravinaoggi Associazione Culturale - Gravina in Puglia - Tutti i diritti riservati
Torna ai contenuti | Torna al menu