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Un libro di storia è luce in questo tunnel buio

Politica e cultura
É la riflessione di una giovane laureanda in Filologia moderna, Rosita Martinelli.[…] Sapere e vedere quanto i nostri nonni, i nostri avi, abbiano subito pur di ottenere un pezzo di pane bagnato nell’acqua o con un goccio di olio e un pizzico di sale, mi è entrato profondamente nel cuore. Ammetto anche di essermi emozionata nel leggere le condizioni di vita “disagiata” di contadini e braccianti, ma forse anche dei proprietari terrieri durante lo sciopero nell’ottobre del ’47. La violenza non giustifica altra violenza ma certamente non sarà stato facile vivere in quelle condizioni, rientrare a casa e non poter nutrire i propri figli, rintanarsi in una specie di casa fatta più di umido che di profumo, non sarà stato facile vivere nella povertà e vedere molti proprietari terrieri nuotare nella ricchezza. Le mie riflessioni sono queste: dove sono quei valori che i nostri avi hanno cercato, hanno lottato pur di ottenere un po' di dignità, e non per loro ma per noi, per tutti noi. Dove sono quei giovani che scendevano in strada per difendere l’onore. Dove sono i legami di solidarietà e fratellanza: in un messaggio Fb in cui diciamo di poter fare la spesa a coloro che in questo periodo vivono in povertà? In un abbraccio virtuale tramite una storia Instagram? Vorrei che i miei coetanei, e, ancor di più, i più giovani di me capiscano l’importanza di un libro di storia, per poter imparare da esso; vorrei che loro vedessero l’altro non come essere da aiutare ma come essere pari a sé, vorrei che vedessero il mondo non come oggetto costante di critica e propaganda politica ma come casa, come grotta da riscaldare con l’amore vero. In un periodo storico come questo, in cui un virus ci costringe a stare barricati in casa, a non abbracciare o baciare nessuno, a non condividere la più piccola abitudine con nessuno estraneo, forse scopriamo il senso di famiglia e di legame famigliare. In un periodo storico come questo, in cui un virus ci costringere a scegliere chi vive o chi muore, forse scopriamo il senso di solidarietà e di empatia, che effettivamente si era perso. Ma quando tutto questo sarà finito ci ricorderemo dei medici, degli infermieri, dei farmacisti, dei commessi, delle forze dell’ordine, di Giuseppe Conte? Cosa ricorderemo davvero? Di una pizza fatta in casa per la prima volta o dei panzerotti tanto fritti da aver riempito la casa di vita? Di cosa ci ricorderemo?! Il suo libro - prof. Michele Gismundo - per me è stata la luce in questo tunnel buio, una pillola di sapere, di conoscenza fino a poco fa da me ignorata […]
Rosita Martinelli / Laureanda in Filologia moderna
08.04.2020

Il libro: MICHELE GISMUNDO, La Ricostruzione a Gravina in Puglia 1943-1947, Fatti che sollecitarono i braccianti alla lotta, Ed. Centrostampa, Matera 2017.


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