State a casa, scrivete ricordi di questi giorni - GRAVINAOGGI

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State a casa, scrivete ricordi di questi giorni

Politica e cultura
In questi momenti di distaccamento sociale e di vita familiare scrivete memorie e diari della vostra vita, appuntate cronache di esperienze preziose da tramandare ai vostri nipoti: saranno felici un giorno di avere tra le mani racconti e riflessioni importanti sulla vicenda covid-19, su rapporti interpersonali lesionati, forse, da una lunga quarantena efficace a far cessare i contagi di un virus insidioso,che sta falcidiando vite umane e uccidendo la socialità. Scrivete ricordi di questi giorni perché il momento è drammatico: ci cambierà il futuro. Sono gli stessi nonni che ci invitano a raccontare sui diari di vita l’esperienza umana di questo momento triste: tanta umanità, anziana soprattutto, annientata dal coronavirus, sofferenze indicibili, immagini struggenti di degenze in ospedali affollatissimi, di persone decedute senza alcun conforto familiare. Troppi morti: cinquemila in un mese nella sola provincia di Bergamo. C’è tanto da raccontare, con parole significative, come tamponi, mascherine, contagi, ospedali dedicati covid-19, terapie intensive e respiratori. Resteranno impresse nella nostra mente, e a lungo, quegli ospedali da campo realizzati dall’Esercito italiano, con una “richiamata alle armi” di medici e infermieri, di volontari disponibili ad assistere gli anziani malati nelle case di riposo, fatiscenti. Sarà necessario appuntare la disperazione di tanti sindaci e presidenti di regione, di medici e paramedici, di migliaia e migliaia di pazienti colpiti dal male. Racconteremo di una crisi economia spaventosa per causa pandemia, scriveremo di artigiani e commercianti, di piccole e medie imprese finite sul lastrico. Parleremo insomma di tanta, ma proprio tanta umanità inoccupata e preoccupata per l’avvenire dei propri figli. Scriveremo memorie di ripetute richieste, avanzate dai parenti delle vittime, con le lacrime agli occhi, di “Rimanere a casa”. E di alcuni nostri connazionali, riluttanti al rispetto delle regole imposte dal governo, giornate trascorse in famiglia, produttrici comunque di affetti familiari, forse, dimenticati nella frenesia di una vita cosiddetta moderna. “Rimanere a casa” è la chiave di volta, come sostengono i medici e gli esperti, per debellare il maledetto virus. Il popolo italiano è stato sottoposto ad una difficile prova, la più difficile dopo la  seconda guerra mondiale. Non sarà mai abbastanza la gratitudine verso tutte quelle persone che lavorano incessantemente in questo frangente per soddisfare le attese primarie della popolazione: gesti encomiabili che vanno decisamente annotati e rimarcati nei nostri “diari della memoria”.
Auguri a tutti.
Michele Gismundo



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