Salvatore Fighera (1771-1836)

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Salvatore Fighera (1771-1836)

Città e territorio
Fighera Salvatore nacque in Gravina (1771 N.d.R.). Fu menato in Napoli dal suo zio paterno Oronzo Fighera (molto valente nella giurisprudenza che insegnò con plauso per anni parecchi, esponendosi anche con lode a diversi esperimenti per ottenere una cattedra nella nostra Università) per apprendere la scienza legale, e seguire la strada del Foro. Annoiatasi il giovane di tale studio, di nascosto ad apprender la Musica. La qual cosa sapendo il detto zio ne fu dolentissimo,e vietò di proseguirla. Ma scorgendo poscia essere questa una naturale inclinazione, e confortato anche dal marchese D. Baldassarre Cito allora presidente del sacro Consiglio, uomo di reverenda autorità, e del Fighera amico, più non vi si oppose, e lo fece entrare nel Conservatorio di S. Maria di Loreto (il terzo Conservatorio di Napoli, N.d.R.): ove sotto la direzione del maestro Insanguine detto Monopoli comincio ad apprendere l'arte di cantare, ed il contrappunto, ed indi proseguì tale studio sotto Fenaroli, dal quale gli fu principalmente insegnato il contrappunto scolastico, o sia l'arte d'ammaestrare altrui a comporre in Musica. Fu molto accetto a' suoi maestri per la buona condotta, e per l'amore che aveva per lo studio. Più volte in occasione di Musiche solenni, e specialmente per la festività di S. Irene celebrata a gara da tutti i Conservatorj di Napoli, fu preposto all'orchestra de' suoi condiscepoli facendo da primo maestro. Uscito dal Conservatorio scrisse la Musica per un'opera buffa rappresentata a Milano nel teatro della scala intitolata la sorpresa. E per l'istessa città compose due cantate, la prima delle quali aveva per titolo la finta istoria, e lo sdegno e la pace l'altra.
Essendo maestro di Cappella del monastero di S Sebastiano compose per detto luogo due Messe a due cori con accompagnamento di orchestra - una Messa funebre a due cori - un Miserere ad otto parti reali alla palestrina - un oratorio per le festività de' dolori della SS. Vergine a quattro voci - ed una Messa funebre a due cori di stile fugato con accompagnamento di orchestra per li funerali fatti nella Chiesa della Pace per la morte della Regina Maria Carolina d'Austria. Altre due Messe a 4 voci con accompagnamento di orchestra scrisse per la beatificazione, e canonizzazione di S. Alfonso de' Liguori per incarico de' PP. del SS. Redentore, le quali sono state eseguite a Nocera de' Pagani per tali occasioni. Compose diverse Messe tanto alla palestrina, che con accompagnamento di orchestra - due Credo ad otto voci di stile madrigale - un oratorio per la festività de' dolori di Maria diviso in due parti ciascuna delle quali contiene 6 pezzi di Musica oltre i cori - un monologo per voce di soprano poesia del Cav. Ricci - ed un Miserere a 4 voci con accompagnamento di orchestra che per sua divizione ogni anno faceva eseguire da' dilettanti suoi scolari nella settimana maggiore, composizione da lui più delle altre sue proprie assai favorita. Scrisse anche uno studio di canto completo secondo la maniera di Porpora. Fu uomo molto pio e religioso e largo sovvenitore de' poveri. Morì in Napoli (1836 N.d.R.) non molto vecchio lasciando un unico figliolo, il quale ora esercita con somma lode l'istessa professione del padre
"Memorie dei Compositori di Musica del Regno di Napoli" Di Marchese di Villarosa, Napoli, Dalla Stamperia Reale 1840.
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