Piaggo: "Storia di vita di Gesèpp" - GRAVINAOGGI

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Piaggo: "Storia di vita di Gesèpp"

Politica e cultura
Gravina in Puglia - Rione Piaggio - Foto di Carlo Centonze

I cavatelli von cottura per un buon quarto d'ora; nell'attesa, Gesèpp si va a distendere sul gradino di casa a godere della pacata e tranquilla serenità di quei momenti che preludono il calar della sera.
Più in su, nella sconnessa viuzza, stan pure l'altri fuor di casa che dicono, che tiran bestemmie, che meditano sulle massime e insolvibili difficoltà; alcuni, già sazi, ruttano senza ritegno.
A uno a uno i lampioni si vanno appicciando, a uno a uno i camini sfumano.
. . . La bona soirè (buona sera)in tutti.
Là dirimpetto, di sua luce limpida la luna prende a vestire delicatamente il sacro colle. Di sotto, nella cupa voragine, la gravina gorgoglia serena.
È un incanto il Piaggio a quest'ora! Qual'altro più bello spettacolo può tanto nell'animo?
Un sospiro... il piacere sublime della vita nella sua più magica semplicità! Dinanzi a questa soavità, lo spirito di Gesèpp "u malacarn" lentamente s'acqueta, quindi s'innalza, ed esulta. E nella letizia, si perde nel figurarsi non già qual'è, ma quale sarebbe potuto essere se...:
un cristiano come tutti quanti gli altri, rispettoso e rispettato; con un lavoro certo, con un focolare caldo e accogliente. Subito avverte una sorda irritazione per quella sua vita troppo misera e troppo sporca che gli ha negato la realizzazione d'un sogno sfrontato.
Un pindarismo così enfatico, audace e purificatore, non permette altra riflessione che il ricordo. E gli tornano in mente quell'antiche parole, amare ma sensate, della buonanima di "toit Andre" (papà Andrea): - "...L'uomo è uguale all'altro uomo solo nel momento in cui viene al mondo. La diversità, svergognata! principia immediatamente dopo, dal panno che l'avvolge, al latte che succhia, alla culla che lo ninna. È la sorte, è sempre lei, a decidere. Poi... dipende pure da chi si nasce, e come si nasce: Ci nasce quadr, nan pouf muri tunn!... chi nasce abbasso al Piaggio, non può morire a porta San Michele! Quella puttana ha vie che l'uomo non può cambiare!"-.
Fatalismo e rassegnazione! Rassegnazione... la più meschina disposizione d'animo! Rassegnazione, peraltro, che s'origina non già dall'incapacità, né dal disagio, ma dalla pusillanimità, dall'apatia, dalla malavoglia.
Lui, però, non è toit Andre. Oh, è d'un'altra pasta lui! Lui non segue rassegnato i capricci della sorte. Lui non dispera, lotta. È troppo orgoglioso, e cupamente ambizioso: quel che non può avere con le buone, lui se lo piglia "per vim, vel fraudem"; e con rabbia, la rabbia dei poverelli. D'altronde, come recita l'antico adagio? "Jédd soun a na cord? ej abballech a nu poit!"- (Lei suona ad una corda ed io ballo a un piede).
Andrea Riviello, "Piaggio", Matera, 2003



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