La fundoin d four La fontana di campagna

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La fundoin d four La fontana di campagna

Politica e cultura
La fundoin d four
ijè cumnoit da du plun;
ijun s ijaggh acchessavan du pond nd la gravin
e l'alt si ijaggh all alta vann du pont.
L'aqu ijè bell asse,
scorr nott e dii voin dalla sindind sand'angel
ste fatt la canoil ca l'aqu d sand'angel voin a gravin.
Al tiimb passoit chisse e du pluun
iern nu preggi pu pais,
sciain abbuvree l anmoil:
l vacch, l mul, l pecr, l croip e l cìoccir;
d gghiu sciain tanta gent a ijegn l'aqu
p bsunn d la cois.
Lfrabcatur la soir quann scaplain
u mest l gghiamai duo o tre uagnun
l mannaj ala cois,
sciot a vdee la mest acciocch voul?
L uagnun quann sndain scioit a cois s dsrurbain,
voi dir che dopp la sciurnoit dfatich,
la mest l mannaj a la fundoin d four,
a ijegni l'aqu du o tre viaggi,
pu gnjtur e p la quartoir ca ijgnaim:
u uavt e l tniid gross e mnenn
ca la mest avaj ha lavee la biancherii.
L cafun ijern lo stess
peroo sciain pu train e faciain nu viaggi e buun,
sciain accavadd, senza stancars,
sciain a ijegni l acqu abbunnanz,
ca la patraun pur ijedd avai a lave la biancheri.
La fontana di campagna è composta da due piloni,
uno si trova a questa parte del ponte della gravina,
e l'altra si trova all'altra parte del ponte.
L'acqua e bell'assai, scorre notte e giorno,
proviene dalle fonti della zona Aant'Angelo.
Da una canaletto che l'acqua da Sant'Angelo
viene a Gravina.
Ai tempi passati, questi due piloni
erano un pregio del paese.
Andavano gli animali di diversi tipi ad abeverare,
mucche, muli, pecore, capre, asini,
di più andava tanta gente a riempire l'acqua
per il bisogno della casa.
I muratori la sera al ritiro a casa,
il maestro chiamava due o tre giovani
e li mandava a casa sua.
Andate che vi vuole la mesta, sentite cosa vuole?
I giovani quando sentivano di andare a casa sua
si disturbavano.
Voleva dire che dopo una giornata di duro lavoro
la mesta li mandava alla fontana di campagna,
a riempire l'acqua. Due o tre viaggi,
con grossi recipienti, anfore e broccone,
finché si riempivono: vasca, tine grosse e piccole,
che alla mesta li serviva per lavare la biancheria.
I contadini erano lo stesso.
Però andavano col traino e facevano un viaggio pieno
e andavano a cavallo, senza stancarsi,
e portavano acqua abbondante alla padrona
che anche lei le serviva per il bucato.
Vito Mercadante, "Una vita ... a Gravina" (poesie-proverbi-ricorrenze), 2011
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