La Festa di Cristo a Gravina in Puglia

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La Festa di Cristo a Gravina in Puglia

Manifestazioni
Quando nel 1500 Gravina fu colpita dalla peste la popolazione si affidò alla intercessione di San Sebastiano. Fece voto, se scansati dalla peste, di costruire un altare nella chiesa, allora chiamata Madonna della Pace. Salvi dalla peste la popolazione Gli consacrò un altare in suo onore, a destra di chi guarda dall'altare maggiore. E il popolo, molto devoto e grato per il dono ricevuto cominciò a chiamare quella chiesa "San Sebastiano". In una cappella a sinistra della chiesa fu situato un miracoloso Crocifisso, che col tempo la popolazione ha chiamato e chiama la chiesa del "Santissimo Crocifisso". La città di Gravina festeggia con solennità la festa del Santissimo Crocifisso: una devozione molto radicata nell'animo dei gravinesi, praticata con grande gioia. E' la seconda festa della città dopo quella patronale di San Michele Arcangelo del 29 settembre. Viene sempre festeggiata nell'ultima domenica di maggio o nella prima domenica di giugno. Anticamente la festa di Cristo si celebrava con una messa solenne in chiesa al mattino, seguita dalla benedizione dei campi intorno la chiesa. E a sera una lunga processione con il miracoloso Crocifisso si snodava per le vie della città. La partecipazione di agricoltori e contadini era numerosa. Infatti veniva chiamata la festa degli agricoltori, che pregavano affinché ci fosse un buon raccolto. E offrivano con generosità diversi quintali di grano i nostri agrari per le spese della festa. In tempi più recenti venne appesa una fascia di stoffa al Santissimo Crocifisso. E su quella fascia, prima e durante la processione, i fedeli attaccavano banconote di diverso taglio quale partecipazione alle spese della festa. C'era l'usanza di attaccare sulla fascia di stoffa pendente sul Crocifisso il nome di chi offriva di più. Oggi la "gara" delle offerte continua. Chi offre di più è titolato a "portare la bandiera" durante la processione, fianco a fianco con la sagra immagine del Crocifisso. La sagra effige del Santissimo Crocifisso che da qualche anno viene portata in processione è opera dello sculture gravinese Antonio Sette, che sostituisce l'antichissimo simulacro per ragioni di tutela dei beni culturali. La festa di Cristo a Gravina, da sempre, si è distinta per l'ottima organizzazione. Infatti non mancano le migliori bande musicali per le sfilate e i concerti sulla cassa armonica in piazza San Agostino, spettacoli pirotecnici a mezzanotte, sagre e mostre varie, concerti di musica leggera, bancarelle e giostrai, artisti di strada nonché bellissime luminarie lungo via San Sebastiano. Un'altra importante attrattiva interessante della festa era l'addobbo della chiesa: maestosi e colorati drappeggi di straordinaria bellezza venivano sistemati tra le antiche arcate. Oggi si usano ornamenti più sobri, ma altrettanto efficaci ad indicare momenti di festa. Ad organizzare l'evento c'è una "deputazione", che ultimamente si è costituita in "Associazione culturale Santissimo Crocifisso". La commissione interagisce puntualmente con l'antica confraternita del SS. Crocifisso, con la comunità parrocchiale e con l'Amministrazione comunale. Diversi concittadini ed alcuni agricoltori ne fanno parte, per contribuire e fattivamente alle numerose spese della festa e alla "faticosa" raccolta fondi. Da diversi anni è nata anche l'Associazione "Città del Crocifisso", un sodalizio intercomunale, con Gravina capofila, nata per devozione al Santissimo Crocifisso e in verità anche per potenziare quel turismo religioso e culturale sempre più incisivo nell'economia di una comunità. In questo ultimo periodo gli organizzatori della festa hanno deciso di prestare particolare attenzione ai beni culturali della chiesa di San Sebastiano: farli conoscere e custodirli. Infatti nel 2015 l'Associazione culturale Santissimo Crocifisso ha deciso di sostenere la pubblicazione di una interessante ricerca di Maria Antonietta Buchicchio Altieri. Un'opera ricca di informazioni e di riflessioni sul francescanesimo e sugli affreschi seicenteschi del frate Giuseppe da Gravina, affreschi recuperati al degrado dalla civica amministrazione e che ornano il bellissimo chiostro adiacente la chiesa stessa. Azioni certamente lodevoli considerato che la città di Gravina in questi ultimi tempi è diventata tappa d'obbligo di numerosi turisti italiani e stranieri che ammirano le nostre antiche tradizioni, le nostre straordinarie bellezze culturali e paesaggistiche di cui la città può menar vanto.
Michele Gismundo

Angelo Casino, Periodico l'Aquila, giugno 2004.
Angelo Casino, Don Benedetto Evangelista, Priore della Badia di Cava, Molfetta 1994.
Maria Antonietta Buchicchio Altieri, Il poema francescano negli affreschi di fra Giuseppe, il Grillo editore, Gravina 2015.
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