Gravinaoggi Giornata della memoria

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Gravinaoggi Giornata della memoria

Politica e cultura
Giornata della Memoria, se il ricordo è fine a se stesso non è utile a nessuno

Fu l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a introdurre la "Giornata della Memoria", ogni 27 gennaio. Si ricordano le agghiaccianti e atroci persecuzioni naziste. Si commemorano milioni di vittime innocenti: uomini, donne e bambini brutalmente torturati ed eliminati dalla folle ferocia dell'Olocausto. In questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa. Oltre mezzo secolo dopo quei fatti, in più parti del mondo atrocità e barbarie della stessa sconsiderata matrice disumana vengono perpetrate. Conoscere, Ricordare, Vigilare, perché quel che è accaduto non accada più. Ma non basta ricordare. La memoria fine a se stessa non è utile a nessuno. Deve essere stimolo per far sbocciare una vera e forte cultura dei diritti e della dignità umana. L'impegno di tutti deve essere concentrato su questo: combattere ogni forma di discriminazione, odio, violenza, intolleranza. Nonostante tutto bisogna continuare a credere nell'intima bontà dell'uomo. Non ci sono alternative.


Giorno della Memoria,   Bari ricorda il gravinese Filippo D’Agostino

Il 14 luglio '44 venne assassinato nei campi di concentramento di Mauthausen Filippo D'Agostino. Era nato a Gravina in Puglia il 15 marzo 1885, era stato dirigente provinciale della Camera del lavoro e Consigliere comunale a Bari, tra le fila socialiste. Animatore e partigiano della Resistenza romana nei mesi dell'occupazione, il 19 dicembre 1943 fu arrestato e tradotto in carcere a Regina Coeli. Così è scritto nella motivazione della Medaglia d'argento al valor militare: Vecchio antifascista che già in precedenza aveva patito carcere e confino, fin dagli inizi partecipava attivamente alla lotta di Liberazione. Arrestato e deportato in campo di concentramento, nonostante gli stenti e le sofferenze inenarrabili cui era sottoposto, continuava a svolgere attiva opera di propaganda e di incitamento alla lotta in mezzo agli internati: scoperto, nel tentativo di eliminare i componenti la guardia al campo e sottoposto ad atroci torture, teneva contegno spavaldo e sprezzante, tanto che il nemico esasperato finiva per trucidarlo a bastonate.  

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