Finy Francesco Antonio (1669-1743)

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Finy Francesco Antonio (1669-1743)

Città e territorio
Francesco Antonio Finy vide la luce il 6 maggio 1669. Nacque a Minervino Murge, paese della madre, dal dott. Angelo Finy di Gravina e dalla signora Cinzia Troisi. Trascorse tutta la sua infanzia e la sua adolescenza in Gravina. Inizio i suoi primi studi aiutato dallo zio Donato Finy. Fu iscritto il 17 novembre 1682 alla scuola dei domenicani nella chiesa di San Tommaso in Gravina, grazie anche all'interessamento dell'allora cardinale Vincenzo Maria Orsini che notò nel giovane una qualche tendenza alla vita religiosa. Nel convento studiò retorica e fu consacrato suddiacono il 19 maggio 1690 dal vescovo di Gravina Marcello Cavalieri. Informato sulle ottime referenze del Finy, il card. Orsini lo condusse con se a Benevento, essendo Pastore di quella chiesa. Si laureò nel Collegio della Sapienza in Roma. A Benevento fece da segretario e maestro di camera del card. Orsini; svolse anche le funzioni di primicerio e arciprete del Capitolo Metropolitano di Benevento. Gli furono inoltre affidate le mansioni di vicario delle religiose claustrali e di Abate di Santa Maria a Faioli. Per interessamento dell'Orsini fu creato vescovo di Avellino e Frigento da Papa Innocenzo XIII, il 6 luglio 1722. Contribuì alle riparazioni della Cattedrale di Avellino, danneggiata dal terremoto del 29 novembre 1732. Quando Vincenzo Maria Orsini fu eletto Papa, il Finy fu promosso arcivescovo di Damasco, prelato domestico di S.S., vescovo assistente al Trono pontificio. Fu creato cardinale presbitero il 9 dicembre 1726 sotto il Titolo di San Sisto. Rimase sempre legato alla Sede vescovile di Avellino tanto che, nel suo testamento lasciò alla Cattedrale un gran calice artistico d'argento con coppa dorata, ricevuto in dono a sua volta da Benedetto XIII. Da cardinale fu anche esaminatore dei vescovi, consultore delle Congregazioni del Santo Uffizio, dei Riti, delle Sacre Reliquie e delle Indulgenze. Tra gli altri titoli cardinalizi prese anche quello di Santa Maria in Trastevere. Ebbe per insegna uno scudo troncato con un leone rampante a destra in direzione della rosa Orsiniana posta nell'angolo sinistro, in alto. Dopo la morte di Papa Benedetto XIII si trovò coinvolto nel processo contro il cardinale Coscia; si difese e riusci a farsi assolvere da ogni addebito. Rimasto addolorato da questa triste storia si ritirò in Napoli dove morì il 4 aprile del 1743, all'età di 74 anni. Fu sepolto nella chiesa del Gesù Nuovo dove il cardinale Spinelli, suo erede fiduciario dettò e fece apporre una lapide commemorativa. Lasciò il suo patrimonio per opere pie e volle che la sua ricca e preziosa biblioteca fosse donata al Capitolo della Cattedrale di Gravina.
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