Discorso del Sindaco in morte di Ettore Pomarici Santomasi

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Discorso del Sindaco in morte di Ettore Pomarici Santomasi

Città e territorio

Discorso del Sig. JANORA PIETRO Sindaco (fecente funzioni) del Comune di Gravina in Puglia pronunziato in morte del Barone Ettore Pomarici Santomasi il 9 dicembre 1917.

Signori, come primo cittadino, sento il dovere di porgere l’ultimo saluto alla salma di Chi, chiudendo la sua modesta vita provata a pur troppi atroci dolori, ha lasciato ricordo incancellabile dell’affetto suo, del suo nobile sentire per la Terra natale. L’apoteosi dell’uomo è la morte! Ed io credo che, mai come in questo momento, sia vera questa affermazione, riscontrandone nella figura dell’uomo, di cui oggi rimpiangiamo la dipartita, la prova indiscutibile, l’esempio che rimarrà scolpito a caratteri d’oro nella storia della nostra città. Ettore Pomarici Santomasi che, durante tutta la sua vita, è stato nascosto, come mammola selvatica fra i cespugli, e forse anche incompreso - pur compiendo nel segreto della sua vita domestica un grande apostolato di bene, senza pompa e senza ostentazione - si rivela oggi con la sua morte, come una vivida luce, in tutta la sua grande anima piena di affetto per la sua Gravina. Egli, compreso dei bisogni di questa sua terra natale, che è dotata da natura di un ricco e ferace territorio, pensò di dare ad essa un grande ausilio: l’aiuto della scienza, per abolire i vecchi sistemi che più non si addicono alla portata dei tempi, perché la terra produca quanto più è possibile, mercé una coltura razionale, con i mezzi meccanici moderni. Ha voluto, perciò, l’istituzione in questo Comune di una Scuola agraria modello, da svolgersi nel campo scientifico e sperimentale per l’agricoltura e per il caseificio, ed ottenere così quello sviluppo necessario a costituire una maggiore ricchezza per la nostra popolazione. Essa scuola sarà frequentata gratuitamente sia da giovani gravinesi, che da forestieri, fornendoli “..di un titolo di studio che possa avere un valore reale, senza fumo”. E non basta : ha voluto qualche cosa di più; la costituzione di una biblioteca per l’educazione morale ed intellettuale delle classi meno abbienti del paese. Ed anche i ricordi di antichità di sua famiglia, che Egli ha gelosamente conservati come sacro retaggio, ha voluto affidare a noi, perché siano esposti all’ammirazione e allo studio dei cultori d’arte, non senza raccomandare che il museo sia arricchito sempre più da opere artistiche di gran pregio. E tutto ciò da conservarsi - come testualmente ha scritto - “ nella casa dove Egli nacque, visse e soffrì “. Questa sua idea - indice di civile progresso - è stata da Lui resa un fatto compiuto col suo testamento pubblico, che resterà monito ed esempio per tutti. Signori il grande Giovanni Bovio disse che le tombe illustri si aprono, non per continuare a piangere, ma per trarre auspici. Nel ripetere a questa venerata salma, a nome dei miei compagni di amministrazione, del paese e dei beneficati, il deferente saluto, sento il doveroso bisogno di affermare, che da parte nostra, non verrà meno tutto quell’interessamento, perché la volontà dell’Illustre Estinto sia scrupolosamente adempiuta. E questo per tutti sarà il migliore tributo di affetto e di riconoscenza che sapremo dare alla memoria di Lui.
Pietro JANORA fu Antonio
La Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi" ricorda il suo fondatore, Gravina in Puglia 2003
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