Chiesa e Convento di San Sebastiano

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Chiesa e Convento di San Sebastiano

Città e territorio
CENNI STORICI

Sulla via per Irsina, non molto distante dal centro storico e commerciale della città, sorge la Chiesa di S. Sebastiano. Eretta nel 1474, col convento dei frati Minori Osservanti, poi Riformati, con l'aiuto del Duca Ferdinando II, sui resti di una badia benedettina e di una vicina chiesa dedicata a S. Maria della Pace, dalla quale prese il nome. In un secondo momento avendo i frati costruito nel 1483 un altare votivo a S. Sebastiano e avendo il popolo attribuito a benevolenza di quel Santo la immunità dalla peste di quei tempi, ne prese il nome con la via che vi conduce. L'interno, a tre navate, completamente trasformato nel XVII sec. Particolare attenzione viene rivolta al chiostro del monastero adiacente la chiesa. Ha un cortile a pianta quadrata, con ampi porticati a pianterreno e sui quali si impostano le fabbriche del primo piano. Ciascun lato del porticato ha cinque navate a tutto sesto, sorretto da pilastri cruciformi, colonne a pregevoli capitelli, addossate internamente e stilobate intorno al cortile, interrotte nelle quattro arcate di centro. L'edificio, è stato ristrutturato circa sei anni fa. In occasione dei festeggiamenti del SS. Crocifisso 2006 l’amministrazione comunale ha provveduto a risistemare l’area adiacente l’ingresso principale della chiesa. Il nuovo arredo urbano consente una migliore visualità di tutto il complesso monumentale ed ha arricchito di verde pubblico l’intero quartiere.
Forse da qualche secolo la nostra città di Gravina festeggia con solennità la festa del SS.mo Crocifìsso. Il bellissimo Crocifisso è situato nella chiesa che oggi si chiama San Sebastiano, mentre il suo vero nome di origine, chiesa della Madonna della Pace. Noi gravinesi dobbiamo sapere che la nostra città è stata sempre città Mariana. Era circondata e protetta, dall'antichità, sempre dalla Madonna: a nord, dalla Madonna della Grazia; a sud, dalla Madonna della Pace; a est dalla Madonna dell'Altissimo a ovest dalla Madonna della Stella. Quando nel 1500 Gravina fu colpita dalla peste la popolazione si affidò alla intercessione di San Sebastiano, facendo voto che, se scansati dalla peste Gli avrebbero eretto un altare nella chiesa della Madonna della Pace in ristrutturazione. Salvi dalla peste la popolazione Gli consacrò un altare in suo onore, a destra, di chi guarda dall’altare maggiore. E il popolo, molto devoto e grato per il dono ricevuto, cominciò a chiamare quella chiesa "San Sebastiano", e oggi è la sua denominazione. In una cappella a sinistra fu situato un miracoloso Crocifìsso, che, col tempo, la popolazione ha chiamato e chiama la Chiesa del "Santissimo Crocifìsso".
La Fèst' d' Crist', una devozione molto praticata e con grande gioia, è la seconda "festa" per illuminazione e musica ed altro della città. Sempre festeggiata nell'ultima domenica di maggio o nella prima domenica di giugno, come quest'anno, perché l'ultima domenica di maggio è la festa della Pentecoste e non possono festeggiarsi altre solennità. Celebrata in queste due date perché? Il giorno della festa, dopo la celebrazione della S. Messa solenne, tutto il popolo, nella maggioranza agricoltori, partecipava alla processione che si svolgeva, e, allora, intorno, tutta campagna, dirimpetto alla porta centrale, il Sacerdote celebrante benediceva i campi pronti per la mietitura. Quindi si ritornava in chiesa, pregando e cantando e, a sera, processione del miracoloso Crocifisso per le vie della città. Processione di fede. Qualche agricoltore offriva quintali di grano per poter pagare le spese della festa Poi, al posto dei quintali di grano, fu sistemata una fascia di stoffa appesa al Crocifìsso, e su quella fascia si sistemavano i soldi di carta che si offrivano prima e durante la processione, e anche, insieme un pezzo di carta sulla quale era scritto nome e cognome di chi offriva di più. Come una Gara! Da diversi anni, la Conferenza Episcopale Pugliese, con un decreto, ha abolito questa gara per "portare l'Immagine sacra" e tutto sostituìto con la bandiera, e chi offre di più, porta la bandiera.
Don Angelo Casino


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