Chiesa ducale Santa Maria del Suffragio (o Purgatorio)

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Chiesa ducale Santa Maria del Suffragio (o Purgatorio)

Città e territorio

La chiesa è detta ducale, perché la sua costruzione, iniziata nel 1649, avvenne grazie alla munificenza e alla religiosità dei duchi di Gravina, Ferdinando III Orsini e sua moglie Giovanna Francipane della Tolfa, genitori di Papa Benedetto XIII. Fu dedicata a Santa Maria del Suffragio per la celebrazione di messe in suffragio delle anime del Purgatorio. Il portale d'ingresso ha un timpano appena accennato su cui sono sdraiati due scheletri, a richiamo quotidiano della morte; da esso pende un'epigrafe a ricordo dell'erezione, al centro, in alto, è l'insegna di casa Orsini-Tolfa. La chiesa è a una navata con sette altari e quattro grandi nicchie con sculture in tufo. Il pittore solofrano, Francesco Guarini, realizzò per questa chiesa vari quadri, tra cui quello della Madonna del Suffragio sull'altare maggiore. A Gravina il Guarini proseguì una florida attività lavorativa per la famiglia Orsini e le varie chiese del territorio, diventando una figura determinante per la pittura del Seicento. Proprio nel momento in cui i primi passi della carriera ecclesiastica di Pier Francesco Orsini, futuro papa Benedetto XIII, avrebbero potuto aprire altre porte alla creatività del Guarini, fornendogli svariate committenze, egli muore. La sua morte lasciò nel cordoglio più vivo gli Orsini che gli riservarono fastose esequie. Allievo di Francesco Guarini fu Angelo Solimena, padre di Francesco Solimena. Attualmente la chiesa è sconsacrata e ospita convegni, manifestazioni culturali, mostre, ecc…). Nella cappella dell' Annunciazione vi è il monumento sepolcrale del fondatore Ferdinando III Orsini, morto di peste a Napoli il 24 agosto 1658. Il mausoleo venne terminato nel 1660 dove la duchessa Giovanna Frangipane della Tolfa fece collocare i resti mortali del marito giunti appunto da Napoli. In questa cappella si riservava il diritto di sepoltura la famiglia Orsini, conferma la lapide del 1726 dettata proprio da Papa Benedetto XIII. Altri particolari artistici nella chiesa: un pulpito ligneo del '700 e la cantoria il cui organo fu realizzato nel 1790 ad opera di Benedetto De Rosa. Nella sagrestia si ammirano i dipinti de "L'ultima Cena", datato 1743 di Emanuele Mosca da Gravina a cui si attribuisce anche "L'Eterno"; la " Deposizione della Croce" e il "Sant'Antonio di Padova" sono al momento di anonimi. Nella chiesa è istituita la Direzione del Museo Capitolare d'Arte Sacra con alcuni pregiati mobili d'epoca e dipinti che fanno del monumento un'opera di eccezionale valore artistico.
Fonte:
Fedele Raguso-Marisa D'Agostino, "In Gravina per le vie", Lito Pubblicità & Stampa, Bari 1984
R. Lattuada, Francesco Guarino da Solofra. Nella pittura napoletana del Seicento (1611-1651), Napoli 2000
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