Chiesa - grotta Madonna della Stella o Santa Maria della Stella

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Chiesa - grotta Madonna della Stella o Santa Maria della Stella

Città e territorio
Chiesa-grotta Santa Maria della Stella, meglio nota con il nome di Madonna della Stella, così chiamata da una tradizione secondo la quale sarebbe stato trovato un affresco di Madonna con bambino con una stella sulla fronte. La chiesa-grotta si trova sul versante destro del burrone, in un ambiente suggestivo nei pressi del sito archeologico "Padre Eterno". Utilizzata, probabilmente, in epoca pagana per una divinità della fertilità, come si può dedurre da alcuni segni concreti conservati nel primo ambiente del complesso, nel XVI secolo divenne santuario mariano. Considerata Madonna miracolosa, crebbe l'afflusso di pellegrini malati, che chiedevano la grazia della guarigione, e di donne sterili desiderose di realizzare il sogno della maternità, Monsignor Francesco Bosio, vescovo dal 1568 al 1574, nei Voti Capitolari del 1564 pose il santuario sotto la giurisdizione del Capitolo della cattedrale e stabilì di tenere aperto il santuario un giorno e una notte, una volta l'anno, per preghiere. Ma per una volgare profanazione il santuario perdette la sua prerogativa e venne chiuso al culto. Cavata nel tufo proprio sul ciglio della Gravina, vi si accede attraverso giardinetti ed alcuni gradini. In origine fu, senza dubbio, grotta, ampliata ed abbellita dai Benedettini, poiché risulta sotto la giurisdizione della Badia di Banzi a fine secolo XIII. Fu posseduta, prima, da un tal Lucio Pinti di Matera e poi dagli Orsini. Oggi la chiesa non conserva traccia alcuna di affreschi, ma solo un altare eretto nel 1709, dal Cardinale Francesco Antonio Finy. Dietro l'altare un ambiente absidale che certamente fungeva da sagrestia. Il tetto presenta varie rotture che certamente deteriorano l'ambiente, al di sopra di esso svetta l'antico campanile. La chiesa-grotta Madonna della Stella è sul grande ponte che portava l'Appia antica dentro la città. Soldati, mercanti e pastori si sono alternati nei secoli su queste antiche pietre, ma tutti hanno benedetto il grande fontanile ristoratore che si trova all'ingresso del ponte. La chiesa-grotta è visitabile contattando l'associazione turistica-culturale "Benedetto XIII" di Gravina.
Fonte:
Domenico Nardone, "Notizie storiche sulla città di Gravina", IV ed., Bari, Adda, 2003,
Fedele Raguso-Marisa D'Agostino, "In Gravina per le vie", Lito Pubblicità & Stampa, Bari 1984
Casino Angelo, I vescovi di Gravina, Molfetta, Mezzina, 1982
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