Antichi orologi pubblici, l’orologio “Curci” della Villa comunale

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Antichi orologi pubblici, l’orologio “Curci” della Villa comunale

Città e territorio
Tra il 1861 e il 1890 scomparvero le mura di cinta della città di Gravina e il fossato che lo circondava, quest'ultimo fu coperto , e su di esso, fu realizzata una piazza a tre moduli, denominata "Villa comunale" (piazza Scacchi - via Vittorio Emanuele - piazza Pellicciari). La muova piazza Arcangelo Scacchi soppiantò la storica piazza Notardomenico, che perse la funzione di fulcro urbano, di ritrovi socio economici. Gli incontri di amicizia, di contrattazioni del lavoro e dei prodotti agricoli avvenivano ormai a "portasammichele". La "Villa comunale" fu tutta alberata. Il comune decise l'ubicazione di una torre con nuovo orologio. Finalmente le entrate del comune dell'anno 1890 consentirono lo stanziamento di Lire 4.000 per l'acquisto di un orologio meccanico. E l'ing. Antonio Polini propose l'acquisto di un orologio a più quadranti per consentire che le ore fossero visibili da tutte le parti della piazza "Villa comunale" e anche dall'interno del centro storico (dalla via dei Mercanti, oggi via Matteotti). La Giunta comunale presieduta da Pasquale Calderoni Martini in quell'anno deliberò l'acquisto di un nuovo orologio da torre dalla ditta "Curci Alfonso" di Napoli al costo di Lire 3.100 comprensiva di trasporto, consegna, collocazione in sito e collaudo di avviamento. L'ing. Antonio Polini, gravinese, predispose il progetto della torre e l'amministrazione comunale appaltò i lavori che, iniziati nell'aprile del 1892 a cura dei costruttori Laricchia Giovanni di Santeramo e D'Erario Vito di Gravina, in cooperazione solidale, terminarono nel mese di dicembre dello stesso anno. La torre per il nuovo orologio, come da progetto ed indicazioni dell'ing. Polini, fu costruita su un suolo comunale attiguo alle botteghe del principe Orsini e nella parte centrale di viale Orsini, ove si trovava l'ultimo torrione delle mura di cinta della città. La torre, in stile neogotico, ebbe tre prospetti a sbalzo su viale Orsini, dove dovevano avere visibilità tre dei quattro quadranti dell'orologio "Curci". Il 23 dicembre 1892 la ditta "Curci" collocò "la macchina del tempo" nel sito predisposto e mise in funzione l'orologio, e la notte di Natale le lancette segnarono la mezzanotte e le campane del nuovo orologio proclamarono la nascita del Bambino Gesù in un clima di festa e soddisfazione di tutti i gravinesi che si trovarono sul luogo dopo la Santa Messa. La manutenzione dell'orologio fu affidata agli impiegati comunali, che si limitarono alle ricariche e all'ordinaria manutenzione, tanto da determinare un lento e inesorabile blocco. Lo stato di abbandono interessò anche la torretta. Si rese necessario quindi un restauro integrale. Su sollecitazioni della civica amministrazione e di numerosi cittadini nel 1994 la Banca Popolare di Puglia e Basilicata deliberò di sponsorizzare il restauro della torretta e il ripristino della funzionalità dell'orologio. E l'arch. Pietro Masciandaro predispose il progetto, diresse i lavori e l'orologio tornò a funzionare regolarmente. La manutenzione, attualmente, è affidata ad Alfonso Tambone, orologiaio di Gravina, che assicura la cura ordinaria, la lubrificazione degli organi e la carica quotidiana, come vincitore di appalto sin dal 1999.
Michele Gismundo
Fedele Raguso - Marisa D'Agostino, Tempo e orologi, Pubblicità & Stampa Altamura 2002

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