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“Quante cose …”

Politica e cultura
“Quante cose… “: un intercalare dei nostri amici più anziani. È un invito alla riflessione. A riflettere sulla dignità e compostezza dei familiari delle tante vittime del coronavirus, sull’agire umano del distanziamento sociale per combattere la diffusione del virus, sull’interruzione di molte attività di artigiani e commercianti, sulle difficoltà di tantissima gente nel reperire risorse per il soddisfacimento delle primarie necessità. Si soffre pensando al domani, col pensiero costante di potersi ammalareda un momento all’altro e, quindi,di poter mancare. Che ne sarà di noi? Che ne sarà dei nostri cari? E del nostro paese? Che ne sarà dei tanti nostri ragazzi, quelli che con estremo senso di responsabilità  sono rimasti al nord, a studiare, con la speranza che questo “maltempo” passi subito. Il covid-19 ha decimato molti anziani: “la memoria storica della comunità”. Ha scosso le coscienze limpide di tanta umile e laboriosa umanità: è un momento difficile per il nostro paese. I governanti stanno facendo del loro meglio, c’è fiduciadel popolo verso di loro: bisogna solo evitare alcune ipocrisie che spesso in politica la fanno da padrone. Occorre coraggio e risolutezza,rigore e responsabilità. Una immensa gratitudine va a chi lavora,con amore e dedizione, negli ospedali, tra le forze dell’ordine, tra la gente comune per la distribuzione dei beni di prima necessità. Il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sta svolgendo un’opera straordinariamente meritoria in questo momento eccezionale e, di recente, ha dichiarato che “per rinascere ci è richiesta la stessa unità del dopoguerra”. Forse, anzi senza forse, è la chiave di volta. “Quante cose …”, purtroppo accadono. Affermare in coro “andrà tutto bene” ci sta.  Auguri a tutti.
Michele Gismundo

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