Monsignor Fra Giovanni Maria Sanna (1873-1956) - GRAVINAOGGI

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Monsignor Fra Giovanni Maria Sanna (1873-1956)

Città e territorio
S.E. Mons. Fra Giovanni Maria Sanna, vescovo di Gravina e Irsina dal 1922 al 1953, nacque ad Oristano il 16 novembre 1873, da Battista Sanna e Caterina Dessi. Primogenito di quattro fratelli e due sorelle, all'età di 14 anni entrò nel convento di San Francesco dove studiò e prese l'abito francescano con l'ordinazione sacerdotale. I biografi lo ricordano come uomo di mente eletta, di intelligenza vivida, dotto e teologo insigne. Fu uomo attivo, impegnato e sempre pronto ad aiutare, istruire, incoraggiare tutti coloro che incontrava e che a lui si rivolgevano. Fu rettore del Collegio per le missioni estere, padre guardiano del convento di Santa Maria in Betlem di Sassari, dove istituì scuole serali per analfabeti. Giovanissimo divenne Segretario provinciale, Commissario generale per la Sardegna e Commissario Generale dei religiosi della Spagna. Il 2 febbraio 1915 fu consacrato vescovo nella sua chiesa di Santa Maria in Betlem per la vasta diocesi di Ampurias e Tempio della Sardegna. Durante il suo episcopato sardo fu sempre ostacolato dalla massoneria e per un certo periodo fu privato persino del palazzo vescovile. Nel 1921 tenne un sinodo interdiocesano e due Congressi Eucaristici nella diocesi di Ampurias e Tempio. Nel 1922 la Santa Sede lo trasferì nelle diocesi unite di Gravina ed Irsina, dove prese possesso il 5 novembre accolto da un popolo osannante. A Gravina riaprì il Seminario, chiuso durante gli eventi bellici e promosse diversi Congressi Eucaristici.

Il 1 maggio 1929 inaugurò la vita di comunità della Congregazione delle "Figlie di Gesù Crocifisso", che egli assecondò e sostenne per ottenere l'approvazione della Santa Sede. Riaprì il convento di San Francesco, affidando chiesa e convento alla cura dei Padri Conventuali. Nel marzo 1938 fu attaccato dall'incurabile tubercolosi, che lo portò in agonia, ma, miracolosamente, le febbri mortali scomparvero il 13 dello stesso mese e il vescovo poté riprendere la sua attività. Il 15 aprile del 1953, costretto dal suo male e convinto dal suo medico curante, rassegnò le dimissioni e si ritirò a vita privata nella Casa di San Felice, curato dalle Suore di Gesù Crocifisso. Monsignor Sanna al suo arrivo in Gravina trovò una diocesi in un deplorevole degrado: chiese spopolate, chiese chiuse al culto, il Santuario Madonna della Grazia in stato di abbandono, sacerdoti bravi costretti ad espatriare. E la città in mano ai padroni delle terre. Monsignor Sanna, un uomo pratico, dignitoso, preparato umanamente e spiritualmente, non si scoraggiò. Invitò i sacerdoti don Eustachio Montemurro e Padre Saverio Valerio a tornare a Gravina, ma la risposta fu sempre negativa. Nel 1924 concesse ai lavoratori contadini gravinesi nulla tenenti l'assegnazione di molti tomoli di terra di proprietà della chiesa, anticipando così la Riforma Agraria. Mons. Sanna frequentava le famiglie povere e constatava di persona la grande povertà, specie nei rioni Fondovito, Piaggio, Civita e via Giardini. Nel 1927, dopo decine di anni, riaprì il Santuario Mariano Diocesano "Madonna della Grazia". Mons. Fra Giovanni Maria Sanna si spense serenamente in sicura speranza di santità la sera del 7 ottobre 1956. Fu sepolto nella cappella-grotta della chiesa di San Felice.



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