I "figli del cielo e della risurrezione" - GRAVINAOGGI

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I "figli del cielo e della risurrezione"

Politica e cultura
Pagina a cura di Vito Raguso
Maestà
Dipinto su Gesù che appare agli apostoli dopo la Resurrezione.
Opera di Duccio di Buoninsegna, 1308-1311, Museo dell'Opera del Duomo

Lasciata Gerico in basso, Gesù sale a Gerusalemme per dare compimento al suo viaggio: la città santa è la sua meta. Lì hanno luogo alcuni importanti scontri con le autorità giudaiche, fra cui la discussione che Gesù tiene con i sadducei sul tema della risurrezione. I sadducei erano sacerdoti del tempio, custodi della legge e conservatori della tradizione: accettavano solo il Pentateuco come Scrittura ispirata e, poiché in questi testi non si parla esplicitamente della risurrezione, essi ritenevano una dottrina nuova e la rifiutavano. Perché era noto che Gesù annunciava la risurrezione come contenuto del suo messaggio, vogliono metterlo in ridicolo e gli raccontano una vicenda che sa di barzelletta, per mostrare come quella dottrina non possa reggersi. I sadducei, immaginando la risurrezione come il prolungamento della condizione terrena, non riescono a capire come farà quella donna a scegliere con quale dei sette mariti stare. Se le cose stanno così, risulta che non è possibile la risurrezione! Ma Gesù sconvolge questo modo di pensare, affermando con solennità che nella risurrezione le cose saranno diverse, la realtà sarà nuova e la condizione dei risorti sarà tale che oggi non può  essere assolutamente né pensata né capita con i nostri ragionamenti terreni. La condizione di risorti dunque non è analoga a quella terrena, ma è un’assoluta novità. Tutti vivono per Dio in quanto creati da Lui e vivranno per Lui in quanto “ri-creati”. La risurrezione è infatti come una nuova creazione !
I “figli del cielo e della risurrezione” non sono pochi privilegiati ma sono tutti gli uomini e tutte le donne, perché la salvezza portata da Gesù è per ognuno di noi. E la vita dei risorti sarà simile a quella degli angeli, La risurrezione non è solo il fatto di risorgere dopo la morte, ma è un nuovo genere di vita che già sperimentiamo nell’oggi; è la vittoria sul nulla che già possiamo pregustare. La resurrezione è il fondamento della fede cristiana! Se non ci fosse il riferimento al Paradiso e alla vita eterna, il cristianesimo si ridurrebbe a un’etica, a una filosofia di vita. Credere nella risurrezione è essenziale, affinché ogni nostro atto di amore cristiano non sia effimero e fine a sé stesso, ma diventi un seme destinato a sbocciare nel giardini di Dio, e produrre frutti di vita eterna.
NiLo

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