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Biblioteca Finya

Città e Territorio

Gravina in Puglia Biblioteca Finya

Piazza Notardomenico, 5 a Gravina in Puglia (BA)
e-mail: bibliotecafinia@libero.itTel. 0808413518


Chiusa per restauro da diversi anni è tornata fruibile al pubblico dal 13 settembre 2012 una "gemma della chiesa", fortemente voluto dal vescovo monsignor Mario Paciello, grazie ai finanziamenti messi a disposizione dalla Regione Puglia e al contributo fondamentale della società altamurana "Cobar costruzioni".

DATI COMPLESSIVI
TOTALE VOLUMI POSSEDUTI = 11728 di cui:
Manoscritti del '400 1 vol.
Incunaboli 14 voll. (13+1 in 5)
Cinquecentine 363 voll.
SI AGGIUNGONO:
Periodici 63
Messali 88
Testi musicali a stampa nn. 469
Vari testi musicali manoscritti


La Fondazione e la storia della Biblioteca Capitolare Finia


La Biblioteca fu iniziata dal Vescovo Mons. Domenico Cennini e fissata nel suo ultimo testamento del 1684. Vi si legge infatti:
"E' mia intenzione, e cosi ordino, che i libri, che si trovano qui in Napoli nel mio studio, si facciano condurre in Gravina, per unirsi con gli altri che tengo in detta città, et il mio sentimento saria che si trovasse modo di fare una stanza da tenerceli e servire per studio con che il capitolo debbia eleggere custode per un anno al più, ad havere pensiero di mantenere detti libri e consignarseli per inventario ed obbligo di dar comodità ai capitolari et altre persone ecclesiastiche che habbi bisogno di studiare, di poterlo fare ma non estraere alcuno libro da detto luogo" (ARCHIVIO UNICO DIOCESANO GRAVINA (A.U.D.G.. Fondo capitolare, A XVII, Della eredità Cennini [1684], f. 9v.).
Questa finalità è stata fissata nell'iscrizione collocata nella sacrestia della cattedrale, al di sotto della torre del campanile:
Veniva collocato una svolta un santuario (archivio segreto) fra le due camere dei pastofori, delle quali, una era la sacrestia, l'altra la biblioteca: significativo dell'altare dei ministri, non meno delle vesti sacre, con tale cura nella foggia (aspetto) costruito, per entrare nel sacro tempio. Sono infatti tenuti lontani, perché non adempiono al sacerdozio, quanti hanno disdegnato il sapere. Perché, voi chierici gravinesi non adduciate una giustificazione, ebbene Domenico
Cennini, il vostro gran benemerito pontefice lasciò a voi i libri. In verità eresse la biblioteca nel 1686. Fra' Vincenzo Maria dell'ordine dei predicatori del titolo di S. Sisto della Sacra Romana Chiesa presbitero cardinale Orsini, arcivescovo di Benevento. Così il piissimo esecutore testamentario della pia volontà, Pertanto sostenetevi con i sacri studi e con onore cercate di essere degni dei divini ministeri" (A.U.D.G., Fondo capitolare, AXVII, Della eredità Cennini, cit.).
Il vescovo Cennini che ebbe modo di visitare durante il suo episcopato diverse biblioteche, tra cui quella dei Gesuiti di Barletta, comprese la necessità di offrire ai sacerdoti un luogo per approfondire la propria formazione culturale e teologica, a tale scopo volle fondarne una anche nella sua diocesi, considerando anche l'opportunità di dotare il Seminario di testi adeguati per la formazione dei seminaristi.
A curare l'avvio della Biblioteca fu l'allora arcivescovo Orsini. Sin dal 1686 mons. Valvassorio ci informa di aver visitato la biblioteca "seu libreria" lasciata da mons. Cennini, che "estat ante ecclesiam cathedralem" con una porta, chiave e serratura nuova, ben costruita. Il bibliotecario, eletto dal capitolo, era don Giuseppe Camerata. La Biblioteca era costituita da tre stanze, con molti libri di diritto: "legali, canonicisti e altri". Lo stesso Valvassorio ordinò che si facesse un inventario di tutti i libri:
Observavit denique dictam bibliothecam noviter aedificatam et pulcre elaboratam esse sub anno 1686 cum insigni in medio dicti cubicoli predicti illustrissimi testatoris depitta et inscriptione in manu sinistra eiusdem ianue in memoriam predicti testatoris cum duobus finestris cum speculo et ferro ornatus et ex parte foris supra ianua adest inscriptio: Biblioteca Cennini (A.U. D. G., Fondo vescovile, I B 10c 1, Visita pastorale di mons. Valvassorio (1686); I B 12b, f. 47r., 48 r., 149 v., 310v., 319v.; Appendice, f 12r.):
Il progetto del vescovo Cennini venne ulteriormente arricchito con le donazioni dell'arcidiacono Lettieri (1700) e successivamente del papa Benedetto XIII nel 1729.
Ma la donazione più cospicua dal punto di vista del patrimonio librario ed economico la si deve al Card. Francesco Antonio Finy. Questi infatti alla sua morte lasciò la sua personale e abbondante libreria in dono alla città di Gravina con una dote di 2.000 ducati. Prima della sua morte aveva inviato al Capitolo una somma di 600 ducati, perché avesse provveduto alla costruzione di una biblioteca nuova e alla relativa suppellettile. Con la rendita di 100 ducati si dovevano sostenere le spese per lo stipendio del bibliotecario e l'obbligo di una messa quotidiana per la sua anima, nella chiesa del convento di S. Teresa. Altri 20 ducati per le spese di manutenzione, pulizie e nuovi acquisti. Inoltre, obbligava i bibliotecari pro tempore a tenere aperta quotidianamente la biblioteca per due ore la mattina ed un'ora e mezza il pomeriggio. Esecutore testamentario fu il cardinale Giuseppe Spinelli.
Il Capitolo Cattedrale già nel 1740 dover aver ricevuto la somma per la costruzione della nuova biblioteca, decise nella riunione del 15 giugno 1740 di eleggere dei canonici per avviare le fasi della scelta del luogo, progettazione ed esecuzione della nuova costruzione. Fu dato l'incarico all'architetto Donato Giannuzzi di Altamura. Si ritenne opportuno farla sorgere di fronte al Seminario, nei pressi della Chiesa del Purgatorio e della fontana pubblica, al centro dell'antica piazza "delle some" o di Masser Gualtieri o "dell'orologio", luogo di incontro e commercio della città. La costruzione fu portata a termine nel 1743, con un incremento di spesa di 200 ducati che furono inviati dal benefattore. Dopo la morte del card. Finy l'esecutore testamentario, il card. Giuseppe Spinelli, arcivescovo di Napoli, donò al capitolo cattedrale quanto deciso dal Finy, con atto del notaio Michelangelo della Nave, stipulato il 30 marzo del 1747. Successivamente, il 18 giugno dello stesso anno, venne nominato il primo bibliotecario, il canonico Maddalena.
Mons. Olivieri nel 1746 così si espresse: <nient'altro di più splendido della Biblioteca che pienissima di esemplari di ogni genere, raccolti da ogni parte, che la felice memoria del cardinale Finy, fece dono al collegio dei canonici> (A.U. D. G., Fondo vescovile, FIV 11, Relazione ad limina, di mons. Olivieri, 1746, vol. IV, f. 286).
La Biblioteca successivamente si è arricchita delle donazione della famiglia Scacchi.
La Biblioteca Capitolare Finia di Gravina fu "la prima in Puglia" (F. Barberi, Le attuali condizioni delle biblioteche pugliesi, in Japigia, XIII, 1942, fasc. I, p. 27). Questo giudizio è ribadito da G. M. Galanti (Relazioni sulla Puglia del '700, a cura di E. Panareo, Lecce 1984, p. 93).
F. Raguso, La Biblioteca Finya, in AA. VV., Vedi Gravina. Itinerario IV, Pubblicità e Stampa, 1989

Cenni biografici sul cardinale Francesco Antonio Finy

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