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Politica e Cultura
Grazie a Dio non si tratta di una persona, ma di una impresa.
Dopo sei mesi di agonia ha definitivamente chiuso l’Impresa Business Phone. Si trattava di una iniziativa imprenditoriale che operava nel settore delle vendite telefoniche di prodotti e servizi, un CALL CENTER per intenderci. Uno dei centinaia che si stanno aprendo in tutto il mondo e che occupano centinaia di operatori sia pur con contratti atipici o part time. L’impresa Business Phone dalla scorsa estate, dopo gli innumerevoli disagi precedentemente avuti, ha deciso di cambiare fornitore di servizi di telefonia a banda larga. Si e’ trovato di fronte alla impossibilita’ di riavere il collegamento telematico perche’ dicono che le centrali telefoniche istallate sulla zona PIP non possono reggere altro traffico e di fatto nessun altro puo’ avere collegamenti decenti. Una decina di operatori gravinesi da agosto sono a casa ed ora lo sono senza nessuna altra speranza di riavere il loro posto di lavoro. L’impresa si sposta in un paesino della calabria dove gente piu’ lungimirante e’ attenta a questi problemi. E’ proprio vero “ ca chiu’ stem e chiu’ in calabrj n scem “. Questa associazione da dicembre 2005 ha sollecitato tutti gli organi competenti ad intervenire, ha suggerito all’amministrazione come muoversi, ha protocollato queste denunce al Comune di Gravina in Puglia, ecc… L’unico risultato e che dopo 14 mesi un’altra azienda, di un settore in fortissima espansione in ogni parte del mondo, viene a perdersi. Specifico ulteriormente che non si tratta di salottifici che travolti dalla globalizzazione chiudono e continueranno a chiudere, ma di imprese che lavorano nel settore del terziario e della innovazione di processo, settore dove l’Italia sta’ puntando tutta la sua attenzione. E qui a Gravina perdiamo anche questo. Ho gia’ detto nei luoghi in cui sono stato invitato a relazionare come referente della categoria, che Gravina ha tra i piu’ bassi indici di presenza di impresa in base alla popolazione residente, vuol dire che se gravinesi aprono imprese evidentemente le aprono altrove, vuol dire che diventiamo sempre piu’ un paesone dormitorio finche anche questi non andranno a dormire altrove. Continuo a dire che manca la sensibilita’ a riconoscere il ruolo sociale dell’Impresa, questa e’ solo una mucca di mungere e i problemi sollevati dalla categoria sono sempre secondari rispetto ad altri. Questa associazione ha la coscienza a posto. Ai nostri figli, potra’ dimostrare con le sue azioni che ha fatto tutto il possibile per frenare il declino, ma non e’ stata ascoltata da chi riteneva che altre erano le priorita’ a cui pensare.
Dobbiamo combattere contro il digital divide.
Abbiamo l’obbligo di ribellarci tutti contro il divario che esiste nell’accesso alle nuove tecnologie di noi provinciali nei confronti delle aree servite. Dobbiamo pretendere l’ADSL come l’acqua. Visto che non ci sono risposte dalle istituzioni interessate credo sia giunto il momento di sostituirci a loro. Io ho gia’ un lungo elenco di operatori in difficolta’. Sollecito chiunque impresa o privato a comunicarmi il proprio disagio. C’e la possibilita’ di attivare il servizio nelle aree non servite se ci sono un certo numero di adesioni. Chi si potrebbe fare carico dell’investimento (singolo o associato) ha bisogno di avere un numero garantito di contratti che sembrerebbero essere molto convenienti. In altre aree d’Italia alcuni piccoli comuni e comunita’ montane hanno attivato il servizio investendo soldi pubblici e hanno riscontrato un grande successo. Vi chiedo di esprime il Vs interesse di massima inviandomi una e-mail o venendomi a trovare. Grazie.
Michele Capone – Presidente ASSOciazione Territoriale IMprenditori – Gravina in Puglia
michelecapone@murgia.it