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Teresa Orsini Doria (1788-1829)

Città e Territorio

Treresa Orsini


Nacque nella città di Gravina (Puglia) ducato della sua famiglia, il 23 Marzo 1788, giorno di pasqua da Domenico principe di Solofra e da Faustina Caracciolo dei principi della Torella. Fu battezzato solennemente lo stesso 23 marzo nella cattedrale, adiacente al palazzo Orsini dove Vincenzo Maria Orsini, futuro papa benedetto XIII (1649-1730) era stato battezzato, più di cento anni prima.
Teresa rimase orfana di padre ad appena due anni. Lei era la primogenita e sua Madre Faustina era in attesa del secondo figlio. Allora il nonno Filippo, noto per la sua fede e buona condotta, si occupo della sua educazione che poi fu affidato alle cure alle cure delle Suore del monastero della Sapienza di Napoli, dove ricevette sotto la guida delle monache della Sapienza il sacramento della cresima il 15 maggio 1801, nella cappella dell'educandato.
A dodici anni Teresa venne trasferita a Roma per terminare il corso dei suoi studi, prima dalle Orsoline, poi dalle Benedettine di Tor De' Specchi a Roma. La sofferenza causata dalla morte del padre e la lontananza dalla madre non fece irrigidire il suo cuore, al contrario, fece maturare ancor più la sua comprensione della sofferenza altrui. Avendo terminato l'iter formativo, all'età di venti anni, scelse la vita matrimoniale, sposando il principe Luigi Andrea Doria Pamphili Landi (di Roma), ebbe quattro figli che amo teneramente.
La vita di Teresa è un esempio dell'amare e del servire cristianamente, è una dimostrazione di come deve essere il vero amore cristiano - gratuito e disinteressato. Dio le aveva donato tutte le virtù fisiche e morali: era una vera nobildonna, sposa felice, madre affettuosa, donna di carità impegnata nel sociale, al servizio dei malati, diseredati ed emarginati della società del suo tempo. Nel suo umile servizio agli altri spesso dimenticava se stessa, per lei non esistevano difficoltà ed ostacoli quando si trattava di stare vicino a coloro che ne avevano bisogno: familiari, parenti, amici persone sconosciute, tutti quelli che in quel momento particolare rappresentavano il Signore sofferente. Pur appartenendo ad una delle più illustri famiglie romane, non dimenticò la gente semplice, pertanto seppe armonizzare i suoi impegni sociali con la carità verso gli altri.
Vide lo sfacelo morale e materiale che la rivoluzione francese aveva portato in Europa e a Roma soprattutto, dove ella viveva. Questo era per Teresa, terreno fecondo per esercitare la grande carità di Cristo. Organizzò molte iniziative caritatevoli a favore dei più diseredati: malati pellegrini, carcerati, abbandonati donne in difficoltà ecc.; sempre presente in ogni ambiente di dolore, pronta nel curare, con le sue stesse mani, le piaghe del corpo e i disagi dello spirito.
Perché la fiaccola da lei accesa non si estinguesse, ma proseguisse nel tempo, penso ed attuò un suo progetto di carità: radunò attorno a sé delle giovani donne che, senza motivo di lucro, donassero la vita a sollievo dei malati negli ospedali, dove essi giacevano abbandonati a loro stessi.
Nacquero così, il 16 maggio 1821, all'interno dell'ospedale San Giovanni in Roma, con regole proprie, le Suore Ospedaliere della Misericordia, continuatrici dell'opera di Misericordia di Teresa Orsini Doria tra i malati.
Consumata dalle fatiche morì il 3 luglio 1829.

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