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Solo la Madonna della Grazia mi conduce al suo Figlio Gesù

Politica e Cultura


Miei carissimi amici lettori. Ovunque! L'evangelista San Giovanni ci guida nella conoscenza di Maria e di Gesù: della Madre e del Figlio. Gesù morendo, non avendo fratelli e sorelle, dalla Croce affidò al Suo discepolo prediletto, Giovanni, la Sua Madre. "Giovanni, ecco Tua Madre!" "Da quel momento il discepolo La prese in casa sua". Si conclude che nessun discepolo di Gesù ha conosciuto La Madonna come San Giovanni Evangelista. Ecco il suo Vangelo. È l'Unico che narra come avvenne il primo miracolo di Gesù. La pagina del Vangelo di questa seconda domenica del tempo ordinario della chiesa cattolica ci propone l'ascolto di questa pagina molto singolare. Maria e Gesù vengono invitati ad un matrimonio a Cana, una città della Galilea. Sono a pranzo e la Madonna, da mamma di tutti, è attenta in tutto. Ed ecco che si accorge che, durante il pranzo, viene a mancare il vino. Una brutta figura per gli Sposi. Ed ecco la Madonna parlare al Suo Figlio: "Gesù, non hanno più vino"! E poi chiama i servi e dice Loro: "Fate tutto quello che vi dirà"! Ecco la vera ed unica spiegazione del vero titolo della Madonna: perchè madre della Grazia Divina che è Gesù, chiede a Gesù di fare la grazia. Gesù dice sì e la Madonna concede la grazia. Ecco perché il titolo: MADONNA DELLE GRAZIE viene dopo. La nostra città di Gravina è una delle pochissime città della Puglia che conserva un Santuario Mariano con la primitiva denominazione: MADONNA DELLA GRAZIA. Difatti, quando nel 1593 il grande Vescovo VINCENZO GIUSTINIANO fece il Suo ingresso nella nostra diocesi, rimase colpito dalla devozione mariana del popolo di Gravina. Ogni sabato mattina, di buon ora, con la corona in mano, dal centro storico, salivano alla Cappella campestre, a nord della città, per venerare l'Immagine, denominata "SANTA MARIA DELLA GRAZIA", in quel luogo. E il Vescovo, per favorire la devozione popolare, dirà: "Ho costruito questo insigne tempio più vicino alla città. E da allora "è accresciuta la devozione alla Madonna della Grazia non solo nella città di Gravina, ma in tutta la Provincia". Documento scritto da Mons. Giustiniano e conservato in Roma, nella Città del Vaticano, Archivio Segreto, nella Cartella 374/A.
Ecco, Mio carissimo Lettore, Ovunque! Si capisce ? Tu sai molto bene che solo se c'è la causa, viene prodotto l'effetto. Se non c'è la Grazia Divina - Gesù - non ci possono essere le grazie. Sicché la Madonna, in tanto concede le Grazie, perché è la Mamma DELLA GRAZIA DIVINA. Quindi il primo grande titolo della MADONNA è: MADONNA DELLA GRAZIA DIVINA, cioè: LA MAMMA DI GESU'. Che bellissima eredità ci hanno lasciato i nostri antenati, con la loro vera devozione, anche se non erano quasi tutti istruiti. Se il papà non aveva soldi, già all'età di cinque anni, il suo bambino veniva portato in campagna, messo dentro la doppia bisaccia, sulle spalle del cavallo o dell'asino, o quanto meno, "messo a padrone, nella masseria, a guardare i tacchini, i conigli, le galline ed altri animaletti, solo "a pane in corpo", senza riscuotere mai una lira e veniva a casa, spesso anche dopo mesi. La loro lingua era il dialetto, già allora la madre di tutte le lingue! Quanta sincerità! Quanta preghiera! Quanta pazienza! Per molti, la forza era la preghiera, la corona del rosario, la vera devozione alla nostra carissima Mamma della Grazia. Sino a qualche decennio fa, tu incontravi una nonna, un nonno, e chiedevi: Dove vai? E la risposta, nel dialetto era: "A la MADONN' D' LA GRAZIJ". E la Nostra Madonna della Grazia rimane per Tutti i Suoi Figli, la grande Mamma e ogni vero figlio, non oscura o non accattona mai la propria Mamma per mettersi al Suo posto. Ecco i grandi Santuari nazionali e mondiali. Al centro sempre la Mamma e il Figlio accanto. Il Figlio Crocifisso accanto all'altare maggiore, perché la mamma e'sempre la mamma!!! o Madonna della Grazia, fontana di tutte le Grazie, facci la grazia di amarti come tuo Figlio, facci superare odii e rancori, per amarti come veri tuoi figli. Amici: grazie alla mamma della Grazia!
Don Angelo
Gravina, 17 gennaio 2010


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