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Politica e Cultura
Me lo suggerisce uno scritto di don Tonino Bello: la Pasqua è la festa dei macigni rotolati.
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell’orto dove avevano seppellito Gesù, videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno.
Una pietra enorme messa all’imboccatura dell’anima che non lascia filtrare l’ossigeno.
Una pietra che blocca ogni lama di luce : impedisce la comunicazione con l’altro.
E’ il macigno della solitudine, della miseria, della malattia , dell’odio, della disperazione,
del peccato.
La vita sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l’inizio della luce, la primavera dei rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione di Cristo.
Un messaggio augurale per la nostra esistenza!
A cura di Mons. Carlo Caputo