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Gravina in Puglia

Dopo 70 anni dalle lotte bracciantili, una legge per le terre incolte


Trovano accoglimento dopo 70anni le lunghe lotte bracciantili, dagli slogan "la terra a chi lavora", della Puglia e della città di Gravina in particolare. E' di oggi la notizia che il consiglio regionale pugliese ha approvato all'unanimità la proposta di legge che obbliga gli enti a individuare e mettere in rete i terreni agricoli pubblici e privati incolti da destinare ai giovani lavoratori in agricoltura. Per incentivare il recupero a uso produttivo dei terreni agricoli incolti o abbandonati nasce in Puglia la "Banca della Terra". Ne da notizia direttamente il presidente Emiliano: "nuove norme approvate all'unanimità dal consiglio regionale pugliese per favorire l'accesso dei giovani all'agricoltura e contrastare l'abbandono dei suoli. L'iniziativa legislativa - ha continuato Emiliano - del consigliere regionale del "Movimento 5 Stelle", Cristian Casili, ha trovato il consenso recependo contributi ed emendamenti del Governo regionale e del capogruppo di "Noi a Sinistra", Enzo Colonna". Volere è potere si direbbe. Entro 9 mesi dall'entrata in vigore della legge gli assessorati regionali al Demanio e alle Risorse agroalimentari individueranno i terreni agricoli di proprietà della Regione e degli enti da essa controllati per l'affidamento in concessione o locazione a chiunque abbia voglia di intraprendere una attività agricola. Entro 180 giorni dall'entrata in vigore del regolamento i Comuni dovranno individuare, nell'ambito del proprio patrimonio, i terreni agricoli da destinare all'assegnazione. Dovranno inoltre effettuare il censimento dei terreni incolti o abbandonati e dei fabbricati rurali insistenti di proprietà privata presenti nel proprio territorio, allo scopo di acquisire la disponibilità dei proprietari a iscrivere i fondi agricoli nella "Banca della Terra" di Puglia. La giunta regionale in caso di inadempienza delle amministrazioni comunali è tenuta a nominare il segretario generale del Comune quale commissario ad acta.
La redazione



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