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Politica e Cultura
Miei carissimi Amici lettori. Ovunque!
Per seguire una persona bisogna conoscerla ascoltandola. Quindi riflettere sull'ascolto e decidere se seguirla o meno. Gesù invita tutti, con grande schiettezza: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua". Nulla di obbligato. Non bagni di folla. Non accontentare vendette, capricci, usando anche "cose sacre": Sacramenti, processioni, raduni, incontri notturni o religiosi, anche per apparire moderni. Leggiamo nella pagina del Vangelo di questa XXIV domenica (Anno B): "Gesù cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire….Egli sarà ucciso, ma dopo tre giorni risorgerà"….Allora Pietro prese da parte Gesù e si mise a rimproverarlo. Ma Gesù si voltò, guardò i discepoli e rimproverò Pietro: "Và via, lontano da me, Satana! Perché tu ragioni come gli uomini, ma non pensi come Dio" (Mr. 8: 31-33). La sofferenza faceva paura a Pietro, e distoglieva Gesù dal pensare e dal parlare di sofferenza. Ieri come oggi, parlare di sofferenza vuol dire isolarsi. Per Gesù, invece, solo la sofferenza è il biglietto da visita del suo seguace. Non serve chiamarsi Cristiani se non si segue Cristo, se ci si vergogna di mostrare a Tutti che si è di Cristo! Quanta apparenza! Si concede tutto, si può usare di tutto, anche i luoghi sacri per apparire cristiani, ma in sostanza, è grande miseria. Spesso si dice: "venite, mi raccomando, fate quello che volete, basta che venite"! Si concede tutto! E Gesù ricorda: "Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso"! Cioè, non accodarsi al così si usa! Non ci si giustifica dicendo: "Così fanno gli altri"! Ecco la domanda di Gesù ai Suoi discepoli: "E voi chi dite che io sia"? Chi è Gesù per me? E' necessaria una risposta di coscienza. Conosco Gesù? Come? Che posto occupa nella mia vita? Con Lui non si può giocare all'apparire, come le nostre commedie quotidiane. Se non Lo ascolto davvero, la mia presenza nelle varie riunioni, specie religiose, è ipocrisia perché mi vergogno di far capire che sono veramente di Cristo. E mi accodo al "così si usa", al "così ci si veste", al "così si parla". Il tutto, perché sono cristiano di occasione, a tutti i livelli! Non sono cristiano perché "vado" alla processione quando queste manifestazioni sono caricature di umanità! Quanta pena! Chi è Cristo per me? Un "così si usa"? No! Se lo conosco e do il mio assenso e mi chiamo davvero cristiano perché seguo con coraggio Cristo, allora la vita cambia significato e diventa sofferenza, emarginazione, perché il vero discepolo non può essere diverso dal maestro. Cristo è venuto per salvarci, sacrificando quotidianamente la Sua vita. Che cosa non ha sopportato? E perché? Non si accodava al "così si usa". Abbandonava la folla, il chiasso e si ritirava sul monte, o nel deserto per pregare e parlare col Padre. Poi ritornava per aiutare e guarire i malati, per istruire, per far conoscere la volontà del Padre e non i "propri interessi". Quanti genitori non hanno tempo per i propri figli, per ascoltarli, incoraggiarli e preferiscono la busta di denaro per onorare i "ladri di professione"? Conoscendo bene Gesù, il tutto non ci deve scoraggiare, ma pregare e chiedere aiuto a Gesù per non scansare i nostri giuda! Chi è Gesù, per chi crede? TUTTO! E' vita! E' conforto! É Padre! É aiuto! É gioia! É guida! Non ci abbandona e non ci allontana per chiassate o per denaro! Gesù è il Figlio di Dio, nato come uomo da Maria, la Madre della Grazia divina. Uomo come noi, con tutte le sofferenze umane; mediante la Sua Mamma, ci porge la mano, non, se non ha dove andare, ma sempre, perché il Suo è vero Amore e il vero Amore non ha preferenze. Coraggio! La Madonna della Grazia ci dona la Grazia: il Suo Figlio Gesù. Occorre piacere solo a Lui! Ascoltare solo Lui! Perché è l'Unico che non si "vende" a nessuno. Auguri! Preghiamo ed aiutiamoci ascoltando la parola di Gesù, mettendo in pratica i suoi insegnamenti.
Vostro don Angelo
Gravina in Puglia 13 Settembre 2009