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Politica e Cultura
Miei carissimi amici lettori. Ovunque! Il vangelo è narrazione di vita vissuta,raccontato da Gesù. A trent'anni comincia la sua predicazione, dopo aver trascorso la sua adolescenza e giovinezza a Nazareth, a lavorare col padre nella loro bottega. Tutto in silenzio e con preghiera. Quindi va a trovare Giovanni Battista, si fa battezzare e, col suo battesimo, si manifesta al mondo intero la Santissima Trinità: la voce del Padre, il Figlio che viene battezzato e lo Spirito Santo, sotto forma di colomba. Quindi da inizio alla sua vita pubblica con l'insegnamento che sbalordisce chi lo ascolta e tutti rimangono meravigliati e si interrogano: come fa a parlare così bene? Non è il figlio di Giuseppe il carpentiere? E la madre non si chiama Maria? E lo lasciavano e se ne andavano, e Gesù: "nessun profeta è bene accetto in patria sua"! E' il solito ritornello, ieri come oggi, quando chi ascolta la parola del Signore, si sente colpito nella sua vita, nel suo operare e sminuisce chi pronunzia le parole del vangelo, criticandolo perché parla così, è duro ascoltare veramente la parola del vangelo, la parola del profeta divino: è un uomo scelto da Dio, che presta la sua bocca al Signore, e il Signore tramite la bocca del ministro di Dio, annunzia la sua parola che colpisce tutti, tutti abbiamo qualcosa da farci perdonare, "il mio giusto, dice il Signore, pecca sette volte" (al giorno). Non a caso il concilio vaticano II, dice: "tutti i cristiani partecipano all'ufficio profetico di Cristo": si traduce: tutti siamo chiamati ad essere profeti, come? "Soprattutto, dice un documento della chiesa,"Lumen Gentium", con una vita di fede e di carità. Si traduce: si annunzia la parola di Dio prima con la vita vissuta e poi con le parole. A che serve esortare alla preghiera, all'incontro col Santissimo Sacramento, quando non c'è la possibilità di incontrare Gesù eucaristia? Se veramente si ama il Signore, non lo si posticipa a "nessuno"! Se amiamo davvero il Signore, e se il tutto è vocazione il primo pensiero è sempre Gesù, la sua parola, il conoscerlo sempre di più e farlo conoscere senza mai stancarsi, senza usare la sua presenza per i propri interessi per guadagnare soldi ed altro. Conoscerlo non è chiasso, non è apparire, non è inventare parole o iniziative non fatte, per ingannare chi non ha la possibilità di documentarsi di quanto ascolta, non è bello approfittare della ignoranza di chi ci ascolta per apparire istruito, quando l'evidenza ti porta a riflettere su tante bugie, la più brutta cosa e l'ignoranza! Facciamo nostra la preghiera del salmo recitato dopo la prima lettura: "fa che ascoltiamo, Signore,la tua voce", e "la voce del Signore, la parola di Dio, spiega mons. Leonardo Sapienza, ci chiede il coraggio della fede"! Dopo l'ascolto in silenzio della parola di Dio, tocca a noi rispondere Gesù, dopo l'ascolto, ci ripete sempre: "se vuoi" quando si ama davvero, nulla di obbligato! Miei carissimi amici lettori: riflettiamo ed esaminiamoci: ascolto la parola di Dio? Partecipo alla Santa Messa, sempre dall'inizio? Sono convinto che la Santa Messa è Santa Messa quando mi trovo sin dall'inizio? So che se arrivo dopo le letture, la Messa non è valida e quindi non posso avvicinarmi alla Santa Comunione, anche se confessato? La Santa Messa è puntualità, è silenzio, è raccoglimento, è non disturbare chi sta a fianco. Riflettiamo e proponiamo, e ricordiamo: non è "profeta" chi lascia fare ciò che si vuole, chi usa tutto, anche il sacro, per raggiungere i propri interessi! Non si è genitori o guide, se si gareggia coi propri figli o con persone da istruire e da guidare, apparendo "moderni"! Quante situazioni scabrose con l'approvazione "del silenzio". Oggi è duro seguire il vangelo, essere "Profeta"! E' usanza sgambettare chi passa avanti, tranne poi a fare "propria" l'iniziativa ostacolata. Affidiamoci alla nostra Madonna della Grazia, la quale, perché "piena di Grazia", ci concede le grazie, e non affolliamo la massa "dei poveretti" che dicono: "della Grazia o delle Grazie, è la stessa cosa. Coraggio! Preghiamo! La Madonna ci vuole bene. Auguri! Don Angelo
Gravina in Puglia, 1° febbraio 2009