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Manifestazioni
L’Associazione Corteo Storico "Conte Giovanni di Montfort" per la XIII edizione del corteo ha programmato la rappresentazione della leggenda aurea di San Giorgio di Cappadocia, paladino e martire del Cristianesimo, a cui è dedicata la fiera di Gravina. Questa venne istituzionalizzata in onore di San Giorgio, il cui nome deriva dal greco e significa "contadino", per cui è divenuto per Gravinesi il difensore e protettore degli agricoltori e degli allevatori, costretti sempre a combattere con le avversità e le calamità naturali. Al Santo ci si affidò per conseguire protezione sia per i buoni raccolti, sia per la commercializzazione dei prodotti della terra e degli allevamenti. Il culto di San Giorgio si diffuse a seguito del riconoscimento e dell'approvazione di Papa Gelasio (494), tra il VII e Vili secolo e in particolare durante le crociate. Il binomio Gravina-San Giorgio si consacrò intorno all'anno mille quando Gravina sotto il dominio normanno, fu terra di transito di cavalieri verso la Terra Santa. Essa, infatti, ospitò i Templari prima e i Gerosolimitani dopo, coloro che gestirono, tra Basilicata e Puglia, commende, granfie con vasti fondi terrieri e che scelsero come santo guida un cavaliere come San Giorgio, a cui legarono chiese, e come nel caso di Gravina, le nundinae, ovvero sia mercato di mostra dei prodotti della terra, del bestiame, dell'artigianato locale, con diritto di non esercitare nessuna altra attività. Era il momento culminante e cruciale per conseguire gli sperati guadagni di un intero anno di sacrifici. Tanto accadeva a primavera inoltrata! I quadri storici, dedicati a San Giorgio, sono stati programmati in cinque scenografie, ispirati al Cristianesimo militante, in cui il tribuno Giorgio, forte della fede in Cristo e del Crocifisso, riesce a sfidare e sconfiggere il male: il demonio sub specie di drago maligno, pestifero e cruento; e a reprimere ogni forma di paganesimo romano. Giorgio, disgustato dalla violenza perpetrata dalle persecuzioni e dello sterminio dei Cristiani, abbandonò la carriera militare romana, smise gli abiti di soldato, e dopo aver venduto i suoi averi, indossò la povera tunica del cristiano, si impegnò nella diffusione del Vangelo di Cristo, aiutando deboli e perseguitati da ogni forma di male ed ingiustizia. La sua vita fu contrassegnata da eventi prodigiosi tali da essere incorniciati da mito e leggenda. Nel Concilio di Nicea (325) la storia leggendaria del suo martirio fu inserita nei testi apocrifi, perché di essa non è pervenuto nessuna fonte scritta attendibile. Giorgio con il suo coraggio straordinario, liberò il popolo della città di Silena in Libia dal mostro, che li minacciava e li ammorbava di tanto in tanto, per cui erano costretti a sfamarlo con pecore, prima, e giovani fanciulli e fanciulle, poi, per tenerlo lontano dalla città. Giorgio, secondo il mito, si distinse proprio quando stava per essere data in pasto la giovane figlia del re di Silena, salvata in extremis dal suo intervento provvidenziale. Nella storia leggendaria di Giorgio rientrano alcuni prodigi miracolosi. Daziano, prefetto romano di Cappadocia e accanito sostenitore delle persecuzioni proclamate dagli imperatori Diocleziano e Massimiano, nel 303 d. C. tentò invano di riportare il suo ex tribuno al culto pagano. Egli sottopose Giorgio a cruente torture per indurlo a rinnegare la fede cristiana. Puntualmente il torturato uscì miracolosamente indenne, per cui fu sottoposto all'umiliazione dell'agogna: incatenato su un carro fu portato per le vie della città e infine fu decapitato. Dopo il martirio fu beatificato e portato agli onori degli altari. San Giorgio divenne il terzo santo più venerato dai Cristiani. Nel calendario di Beda si legge che Giorgio subì il martirio a Diastoli, città della Persia, anticamente chiamata Lidda, sita nei pressi di Joppe.
La scelta del tema SAN GIORGIO tra storia e leggenda è stato fatto nell'intento di tributare un omaggio particolare al santo combattente, giovane e valoroso mediatore tra Dio e i fedeli, identificato come un eroe del mito classico, Perseo. La vivificazione della storia-leggenda di San Giorgio giustificherà la grandezza del Santo, prescelto da chi volle istituzionalizzare la Fiera, ponendola sotto il suo protettorato. Un protettorato che ha assicurato continuità, progressi e benefici per la comunità contadina di Gravina e dell'area murgiana.
I quadri allestiti per la 713° edizione della Fiera San Giorgio si articoleranno nel modo seguente:
1° quadro - San Giorgio incatenato su un carro, messo alla gogna prima di essere portato nel luogo del martirio per la decapitazione. Rievoca l'evento che precedette la decapitazione di Giorgio, portato in giro per le vie della città.
2° quadro - Boia che decapita Giorgio e mostra la sua testa al popolo e, soprattutto, ai cristiani, che lo avevano sostenuto, ritenendolo invulnerabile ed immortale. Rievoca l'evento del martirio, che subì per ordine di Daziano, prefetto di Cappadocia.
3° quadro - Principessa con drago affamato e minaccioso, accompagnati da fanciulli, fanciulle e pecore. È di richiamo ai sacrifici offerti al drago, per tenerlo buono. Ultima vittima è la giovanissima principessa, figlia del rè di Silena, città della Libia. La giovane sarà liberata da Giorgio, già convenitesi al Cristianesimo, e combattente in nome di Gesù Crocifisso.
4° quadro - San Giorgio sul cavallo bianco, in qualità di combattente e difensore della fede cristiana e nemico di ogni maligno. Cavaliere armato di corazza, scudo bianco con croce rossa con lancia e cartiglio "In hoc signo vinces". Richiama il leggendario evento della vittoria sul drago pronto a fare sua vittima la principessa, ma è vinto, incatenato e ucciso.
5° quadro - Ragazze vestite di bianco con le palme, attestanti la canonizzazione e la santificazione del martire Giorgio. Rievoca il processo che elevò agli onori degli altari l'ex tribuno Giorgio.
Prof.ssa Marisa D'AGOSTINO