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L'alunna più buona dell'anno 2009

Politica e Cultura

L'alunna più buona dell'anno 2009

Liliana Barbara di Gravina in Puglia da anni
segue e aiuta un compagno di scuola cieco dalla nascita.


Una storia da libro cuore, nata sui banchi di scuola e vissuta con semplicità. È la storia di Liliana Barbara e Michele Marrulli, lei bella e piena di vita, lui che non ha la possibilità di vedere il viso e gli occhi che gli permettono di guardare la strada che deve percorrere, perché è non vedente dalla nascita. Una storia bellissima, commovente, semplice che però evidenzia che c'è ancora posto per amicizia e altruismo senza chiedere nulla in cambio. "Per questo ho ritenuto opportuno che la storia di Liliana e Michele fosse conosciuta da tutti - dice Grazia Giovanniello, preside del Liceo scientifico di Gravina - candidandola al premio dell'alunno più buono d'Italia". Candidatura accolta dai Padri Scolopi del Collegio Nazzareno di Rimini incaricati dalla famiglia Salvo di assegnare il premio alla bontà, da loro istituito per far conoscere bellissime storie di amicizia e di disponibilità verso gli altri. Come, appunto, quella di Liliana e Michele, entrambi appartenenti a famiglie semplici ma dai principi sani - madri casalinghe, padre uno operaio e l'altro autotrasportatore - che hanno inculcato nei figli il principio di "aiutare il prossimo con amore e umiltà, senza aspettarsi qualcosa in cambio" ha detto Liliana ringraziando chi ha voluto che fosse premiata per l'aiuto a Michele. Parole toccanti quelle della ragazza, ma ancor di più quelle dette da Michele: "Pur con mille sforzi non riesco a ricordare il giorno del nostro primo incontro, è come se tu fossi sempre esistita accanto a me, come se il mio angelo custode fossi stata sempre tu. E sei entrata nella mia vita fatta di disperazione e di solitudine senza chiedere permesso permettendomi di vedere attraverso i tuoi occhi il mondo a me sconosciuto". I due ragazzi si conoscono dalle scuole elementari, pur frequentando classi diverse. Ed è Liliana che decide di diventare gli "occhi" di Michele, al punto da frequentare un corso di scrittura e lettura Braille per intensificare il colloquio sia con il suo amico meno fortunato sia per fare da tramite tra lui e il modo che non vede e quindi gli amici, gli insegnanti, il vicinato. L'amicizia diventa più intensa quando i due ragazzi hanno la possibilità di frequentare la stessa classe a partire dalle scuole medie. Adesso sono al Liceo, nella II/I, dove i docenti hanno scoperto questa intensa e commovente storia di amicizia e di altruismo che l'altra sera è stata celebrata con il premio "Ignazio Salvo - l'alunno più buono d'Italia" e "il premio alla bontà - Hazel Marie Cole" dato da padre Giorgio Testa nel corso di una bellissima cerimonia che ha fatto scorrere più di una lacrima, indistintamente dal ruolo occupato nella scuola o nella società. Una cerimonia che ha fatto pure emergere l'attenzione di un corpo docente che non si preoccupa soltanto di quella parte del mondo giovanile che ha smarrito codici e valori - dice la preside Giovanniello - ma che valorizza le potenzialità dei discenti che è la finalità peculiare dell'impegno della scuola".
MICHELE PIZZILLO
Tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 12/12/2009

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