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Gravina in attesa del riconoscimento dell'Unesco. Successo alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum


Riaffermare la centralità di un’area che vede insieme Gravina, Altamura e Matera. Questo il messaggio conclusivo della presenza della città di Gravina alla nona edizione della Borsa mediterranea del turismo archeologico che si è appena conclusa a Paestum, in Campania. Messaggio ribadito, e recepito, anche nel corso della conferenza stampa su “Gravina in Puglia, città naturale – verso il riconoscimento Unesco” che sempre nell’ambito della borsa di Paestum, ha registrato interventi autorevoli come quelli di Azedine Beschaouch, consigliere culturale del direttore generale dell’Unesco, di Carlo Blasi dell’Università di Parma, di Marco Dezzi Bardeschi del Politecnico di Milano e Presidente dell’Icomos (International council of monuments and sites), di Giuseppina Canosa della Soprintendenza archeologica della Puglia e del sindaco di Gravina Rino Vendola. E’ stato quest’ultimo che ha sottolineato l’importanza di stare insieme, di presentare un’area omogenea, come quella di Gravina-Altamura-Matera che ha disponibilità di grandi risorse e quindi nelle condizioni di proporre un’offerta turistica di qualità alternativa a quella tradizionale che si concentra nel periodo estivo. In quest’area, infatti, è possibile cogliere le opportunità del turismo colto, di quello naturale, del turismo archeologico e di quello scolastico, senza trascurare le ricchezze enogastronomiche che rappresentano un’altra grande attrattiva della Murgia. Ed è proprio nell’ottica di riaffermare la centralità dell’area che va vista l’iniziativa dell’Amministrazione comunale di Gravina di chiedere l’iscrizione del proprio territorio nei siti patrimonio dell’umanità tutelati dall’Unesco, ma come parte integrate del sito di Matera. Quindi, Matera-Gravina unica area Unesco. Proposta che aveva già fatto nel passato il prof. Beschaouch e che ha ribadito a Paestum, dicendosi sicuro che il sito di Matera sarà ampliato a Gravina. Anche perché “tutte le tutele richieste da questo organismo a Gravina sono già in atto”, dice il prof. Blasi, incaricato di approntare il business plan del piano di gestione necessario perché il sito Unesco rappresenti valore aggiunto a tutta l’area. Tant’è che il prof. Dezzi Bardeschi oltre a ribadire l’importanza storica di Gravina, ha pure sottolineato la necessità di non perdere mai di vista l’obiettivo di preservare l’integrità della territorio che si fregerà della tutela Unesco. Una iniziativa, questa di Gravina, che invita la “politica” a conoscere meglio le risorse del proprio paese. Solo così, dice Vendola, si possono intraprendere tutte quelle iniziative capaci di creare sviluppo e crescita culturale.

Michele Pizzillo


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