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Politica e Cultura
IL VICEMINISTRO INTINI
GRAVINA DI PUGLIA (Bari) - Intelligenti pauca è una massima che vale sempre, anche quando, come nel caso della scomparsa dei fratellini di Gravina, l’intelligence è poca. Ugo Intini, viceministro degli Esteri, ha seguito la vicenda di Francesco e Salvatore Pappalardi fin dall'inizio, e forse è anche per questo che gli riesce facile condividere il tema suggerito, anzi imposto, dal sindaco di Gravina, Rino Vendola, che ha rivelato le confidenze di una fonte riservata secondo la quale i bambini sono vivi e si trovano in Romania. Dice Vendola: «Per liberare Giuliana Sgrena si è trattato con Al Qaida. Perché per liberare Francesco e Salvatore lo Stato e il governo italiano non trattano, attraverso i servizi segreti, con chi ha i bambini?».
Ugo Intini approva. «Muoversi proprio come si fa per gli ostaggi in mano ai terroristi non sarebbe sbagliato - dice al Corriere della Sera -. Il sindaco Vendola scriva subito a questo ministero, o più semplicemente mi telefoni, anche oggi. Ci investa ufficialmente della questione. E noi ci muoveremo al valore, immediatamente. Ci sono collaborazioni, attraverso i servizi di intelligence con tutti e c’è tutta una rete di collaborazione che scatta per risolvere casi che a volte sembrano impossibili. Non vedo perché non dovremmo fare altrettanto per i fratellini di Gravina». Vendola aveva anche detto che la pista romena era stata individuata da due carabinieri, che sarebbero stati «bloccati» perché le indagini erano già state affidate alla polizia. La Procura di Bari smentisce ogni «contrasto» e assicura che tutti hanno sempre lavorato con reciproco spirito di collaborazione.
Anche se le indagini, obiettivamente, dopo cinque mesi non hanno prodotto alcun risultato, mentre non sono mai mancati comunicati e lezioncine su come fare bene il giornalista. Il «tema», tuttavia, adesso è un altro. Se i pm e le rogatorie internazionali e la buona volontà degli investigatori non ce la fanno, sarebbe opportuno e necessario, come riconosce il viceministro Intini, che si attivi l’intelligence. «In questi casi, anche le piste più fantasiose non vanno trascurate. Male che vada, avremo fatto uno sforzo vano».
Carlo Vulpio
Inviato del Corriere della Sera