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Politica e Cultura
Miei carissimi Amici lettori. Il vero Amore sfida tutte le usanze perché crede davvero in chi ama e in ciò che fa. Uno dei due miracoli narrati nella pagina del Vangelo di oggi, XIII Domenica per annum, riguarda uno dei capi della sinagoga: sinagoga che disprezza va Gesù.
E uno dei capi, di nome Giaìro, si distacca dal gruppo, dall' usanza di disprezzare Gesù di Nazareth. Perché,con dati alla mano, aveva constatato la grandezza e la divinità di Gesù. Convinto, sfida tutti e, ad dirittura, "gli si gettò ai piedi e lo supplico con insistenza". La mia figlioletta sta morendo vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva". E andò con Lui! Ecco la vera fede! Non e' è vergogna, non e' è finzione, non c'è apparenza. Giaìro comincia il suo cammino di fede! Miei carissimi Amici lettori I'apparenza è del diavolo, la realtà è il vero frutto della convinzione che deriva dalla istruzione. Non si può amare se non si conosce. Non è perché sono sacerdote o altro, o religioso, io sono di Cristo, ma ciò che fa capire che appartengo e sono unicamente di Cristo,sono le opere, è la vita vissuta quotidiana che dimostra "a chi mi vede", che io sono di Cristo e di Lui non mi vergogno". Ecco ciò che ricordiamo quest'oggi, dopo 18 giorni dalla Sua partenza per il cielo: Suor Mariangela Casino: 10. VI. 09. E quel giorno non fu il "Suo funerale", ma UNA FESTA! Una Suora convinta della Sua vocazione e, ovunque, sempre serena e sorridente, evangelizza va non con parole soltanto, ma con vita vissuta, lasciando ovunque "semi di bene" per mezzo dell' azione dello Spirito" . Così si esprimeva Don Filippo Santoliquido, sacerdote di Venosa, il giorno del commiato dalla terra. "Un grazie alla nostra sorella Suor Mariangela. Venosa ha avuto la gioia e la fortuna di vedere la nostra sorella all'opera in questa piccola porzione del Regno di Dio. I semi di bene che ella ha seminato tra noi solo Dio sa quanti frutti procureranno per mezzo dell' azione dello Spirito. E tutto questo non in maniera roboante, ma nell' umiltà, nel nascondimento e nella semplicità. Il regno di Dio cresce in modo che nessun possa dire: eccolo qui o eccolo là. La Sua Superiora Generale della Congregazione così mi scriveva: "Carissimo Don Angelo, vorrei fare le mie più sentite condoglianze per la perdita della carissima Suor Mariangela. Ho sentito che il Suo funerale è stato un trionfo. Non poteva essere diversamente perché Suor Mariangela ha amato molto ed è stata amata molto. E' stata un dono per tutti quelli che I'hanno conosciuta. La serenità, la sua capacità di soffrire e offrire la sua sofferenza mi hanno edificato tanto le due volte che ho avuto la gioia di vederla e parlarle". Una suora non di chiasso, ma di silenzio, di raccoglimento, di fiducia. Ti ascoltava guardandoti negli occhi, accettando quello che dice vi, e la risposta, più che con le parole, con lo sguardo. Scriveva la Sua consorella infermiera, Suor Agnese. II tuo ricordo tra noi resterà sempre vivo. Ti diciamo grazie per quanto ci hai dato e ci hai amato il sorriso sulle labbra I'ha accompagnata fino all'ultimo istante della sua esistenza. Suor Mariangela ha vissuto con amore il carisma della Congregazione imitandone o spirito del nostro Venerato Padre Fondatore". Così invece la sua sorella, Suora anche Lei, Filippina, chiamandola "Teresina". Nome di famiglia, scriveva la mia esperienza stando con te quasi tre mesi di grande sofferenza, mi è stato motivo di grande gioia, perché mi hai insegnato come si ama e come si soffre per il Signore. Grazie, Teresina delle tre esse che mi hai inculcato nel mio cuore. ll Silenzio, il Sorriso, la Serenità. Grazie Teresina per il Tuo Amore che ci hai donato a tutti noi di Famiglia non Ti dimenticheremo mai, perché tu sei il nostro angelo in ciclo". Carissima sorella ora non più noi attorno al tuo letto di sofferenza, ma Tu attorno a noi, a guidarci sulla strada per la nostra salvezza. Il Tuo addio è stato un trionfo di silenzio, di riflessione, di preghiera. Ottienici da Dio la forza gioiosa di continuare a camminare, nonostante tutto!
don Angelo