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Politica e Cultura
Siamo ormai diventati ricchi.
La Borsa, i Business, le contrattazioni, le Banche, i Bot, i Titoli di Stato, il Bancomat, i mutui fondiari, gli investimenti bancari, la concorrenza tra Capitali, i Conti Pubblici, la riduzione del gettito, l’extra-gettito, gli investimenti fissi, il tasso variabile….e tante tante sigle, le più strane … per gestire il danaro.
Siamo ormai diventati ricchi.
Ogni anno si pubblica l’elenco dei “paperoni” cioè dei più ricchi del mondo.
Dicono che l’uomo più ricco d’Italia, in questi giorni, ha fornito la sua flotta aerea d’un altro Elicottero, dai motori più sofisticati e dalle capacità più moderne: “ I miei figli – sembra aver detto - potranno ora raggiungere a fine settimana i luoghi più importanti di villeggiatura”.
Siamo ormai diventati ricchi.
La miseria e la fame dei popoli sottosviluppati non c’interessano più. Ora possiamo permetterci di avere sulle nostre tavole gran piatti di dollari e di euro.
Per raggiungere questo benessere abbiamo devastato la natura, inquinato l’aria, avvelenato la genuinità dei nostri cibi. Ci siamo ammalati per contaminazioni o virus non più controllabili.
Non sappiamo più proteggere la nostra terra.
E Dio disse : “Coltivate e custodite la terra.” (Genesi 2,15)
In America furono proposte le nuove e moderne Industrie. Le tribù primitive, dopo lunga riflessione, risposero:
”Quando l’ultimo albero sarà stato tagliato, quando l’ultimo animale abbattuto, l’ultimo pesce pescato, l’ultimo fiume avvelenato, allora ci accorgeremo che il denaro non si può mangiare”.
A cura di Mons. Carlo Caputo