Gravina in Puglia, notizie, storia, cultura,politica,turismo


Vai ai contenuti

Il banditore - "u bann"

Città e Territorio

il banditore - "u  bann"


I più anziani ricordano benissimo il banditore, che con il tamburo - "u tammurr", attirava l'attenzione degli abitanti di un quartiere, di una strada, di un antico rione. E ad alta voce comunicava alla cittadinanza importanti decisioni per la vita sociale. Utilizzava solo il linguaggio dialettale, perché il comunicato potesse essere compreso dal popolo. Ed erano del tipo : "….. mancherà l'acqua", oppure "…..mancherà l'energia elettrica". Erano tutte comunicazioni del sindaco. Infatti, generalmente, l'incarico di banditore pubblico, veniva conferito ad una persona che lavorava per il comune, impiegato in altre mansioni come guardiano del cimitero, spazzino, ecc. Con il passare del tempo, la professione del banditore si è evoluta. Il banditore oltre a proclamare pubblici bandi, ordinanze, divieti, e quant'altro, a suono di tamburo, di tromba o di altri strumenti, pubblicizzava alle masse le merci in vendita nei mercati del paese. Decantavano con cantilene musicali il prodotto, creando un'atmosfera particolare. La voce del banditore echeggiava nei vicoli dei centri storici con i toni alti e bassi della voce. Decantare la merce era un vero e proprio mestiere che spesso si tramandava da padre in figlio. Quando si percepiva la voce del banditore le donne aprivano le finestre o i balconi e uscivano sull'uscio di casa. Il banditore, "u bann", si fermava agli angoli delle strade, suonava il suo tamburo o la cornetta, per richiamare l'attenzione dei cittadini e, dopo due o tre lunghi e acuti squilli di cornetta o di rullo del tamburo, dava libero sfogo ai polmoni, gridando ai quattro venti il dovuto messaggio che gli era stato commissionato dall'Amministrazione o da un privato cittadino, ossia " amm' nai u bann": " .... per ordine del signor podestà", oppure " .... per ordine del signor sindaco". Avvertiva, comunicava si direbbe oggi, le decisioni del sindaco o di altre autorità. Il banditore informava i cittadini anche sugli acquisti che le massaie potevano fare al mercato e riguardavano beni di consumo come carne fresca di bassa macelleria, frutta, vino novello, pesce fresco a basso prezzo. Così si esprimeva il banditore per le vie del paese: "....se volete acquistare un litro di buon vino dovete andare alla cantina di ….",oppure "... è arrivato in piazza un commerciante di stoffe, di pesce, di carboni". E così via. Con il bando, si rendeva noto anche l'inizio dell'anno scolastico. Bisognava avere molto fiato e buone gambe per svolgere l'attività di banditore perché bisognava percorre tutte le strade del paese. Strade spesso accidentate e poco affidabili sul piano della sicurezza sociale. Spesso il banditore assumeva un portamento marziale: si piantava a gambe divaricate in mezzo al crocevia e dopo i classici rulli di tamburo aspettava che la gente si radunasse tutt'intorno a lui. Ed era una festa per i tanti bambini che giocavano per strada, i primi ad accorrere dal banditore. Erano stabilite le tappe e i punti in cui fermarsi per eseguire il bando, anche per un migliore l'ascolto e per il numero consistente di cittadini che si radunavano. Il banditore eseguiva il suo lavoro quasi sempre a piedi. Molti anni addietro girava il paese con un animale da fatica. Più tardi usava una vecchia bicicletta. E si appoggiava al manubrio nelle pause. Il banditore annunciava alla popolazione l'arrivo, l'indomani mattina, di una baracca con formaggi e salumi, per segnalare che un Tizio aveva smarrito la chiave di casa e, quindi, si pregava chi l'avesse eventualmente trovata di volerla restituire, dietro adeguato compenso, o per informare che il giorno successivo, all'Ufficio comunale di collocamento, sarebbe stata corrisposta, agli aventi diritto, l'indennità di disoccupazione. Bisognava avere molto fiato e buone gambe per percorre le accidentate strade del paese. Insomma un mestiere impegnativo e faticoso quello del banditore. Il banditore era una delle figure più pittoresche che un tempo animavano la vita delle comunità. In verità qualche comune della vicina Lucania si serve ancora del banditore. Niente volantini pubblicitari. Resiste una tradizione rarissima, quella del banditore comunale. Una voce diffusa attraverso altoparlanti sistemati in gran parte del paese, tutte le mattine, da il buongiorno ai cittadini, annunciando quasi sempre le offerte dei venditori ambulanti provenienti da tutta la regione e dalla vicina Puglia. Ma è tutta un'altra storia. Quelli del vero banditore erano altri tempi.
Michele Gismundo
Francesco Giannini, un mestiere scomparso "il banditore", Gioia del Colle 2011
Alessandro Boccia, La Gazzetta del Mezzogiorno, 20 agosto 2013

Home Page | Città e Territorio | Manifestazioni | Palazzo di Città | Politica e cultura | Cerca - Contatti | Leggi i giornali | Fotogallery | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu