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Manifestazioni
NOTE STORICHE
II nostro paese, Gravina in Puglia, ricchissimo di tradizioni popolari, ha avuto il suo gruppo folkloristico sin dal lontano 1928. I primi premi accordati al gruppo non si contano e testimoniano un lusinghiero successo che comportò, tra l'altro, speciali citazioni sui diversi giornali dell'epoca. Il gruppo di Gravina effettuò la sua prima uscita a VENEZIA (1928) e successivamente partecipò ai grandi raduni nazionali di ROMA e PIEDIGROTTA, ed ai diversi raduni interregionali di BARI. Interrotta l'attività a causa degli eventi bellici, il gruppo si ricostituì nel 1949 ed ottenne il 1° premio al convegno folkloristico internazionale di BORDIGHERA. Seguirono altre uscite significative e, tra queste, ricordiamo: i festivais internazionali di VENEZIA, BRESCIA, NIZZA, ROMA, AGRIGENTO (1° premio per il migliore costume), GERMANIA, SPAGNA ed infine il raduno nazionale tenuto al QUIRINALE nel 1959 in onore della Regina Madre d'Inghilterra e della principessa Margareth. Nel 1984 alcuni appassionati con esperienze ultradecennali costituirono il gruppo folkloristico «LA COLA COLA», avvalendosi dell'indagine di un gruppo di ricerca, sulla storia dei gruppi folkloristici, degli usi, costumi, canti e danze popolari di Gravina. Quest'azione di ricerca ha l'intento preciso non solo di proseguire l'operato dei gruppi precedenti, ma soprattutto di potenziare e rivitalizzare il nostro ricco patrimonio popolare e renderlo sempre più noto nel suo valore autentico. Tra le innumerevoli manifestazioni, che nel corso degli anni hanno visto protagonista il gruppo folkloristico «LA COLA COLA», segnaliamo le partecipazioni in BELGIO, FRANCIA, GERMANIA, LUSSEMBURGO, PORTOGALLO, SPAGNA, SVIZZERA, INGHILTERRA, ARGENTINA, MALAYSIA, CROATIA, POLONIA, USA, REP. CECA, OLANDA, AUSTRIA, SVEZIA, CIPRO.
LA RAPPRESENTAZIONE
La rappresentazione riporta attraverso immagini e costumi dell'epoca ad un tipico sposalizio dell'800 a Gravina, facendo rivivere agli spettatori il periodo di fidanzamento e del matrimonio di una giovane coppia. Il corteo nuziale con gli sposi in testa, dopo l'uscita dalla chiesa, si avvia verso casa, per festeggiare con canti e balli le nozze. Le danze si aprono con la «MAZURKA» che tra l'altro da alle dame la possibilità di togliere il «pannarule» e danzare più liberamente. Seguono tre canti rievocativi, «MAMME CA U ZJTE JÈ», che racconta il giorno della presentazione ufficiale del futuro sposo in casa della ragazza. «LA MAMME CA LA VOLSE MARETÉE», ricorda la volontà della madre che voleva maritarla ad un vecchio settantenne ma ricco; la ragazza rifiuta scegliendo il suo coetaneo. «UVINDECJDDE» in cui si dice che il corredo ed ogni preparativo per lo sposalizio è ultimato. Si riprende a ballare con «U SCHOTT», tipico minuetto di derivazione spagnola. Segue la caratteristica e famosa «QUADRIGLIA» gravinese, un ballo ricco di figurazioni geometriche, che evidenzia ancor più la figura di un personaggio, «ucumper», il compare di fede, primo responsabile ed animatore della festa nuziale, che guida a suo piacimento, disponendo di ogni cosa e perfino dei musici, che provvede lui stesso a pagare. Seguono due canti «U PRIME AMORE», canto a dispetto che ricorda il primo amore, e «U MESTEDASCE», in cui scherzosamente si evidenziano tutte le qualità degli sposi. Si balla ancora con «U DANZE POSTOLK», ballo che alterna ritmi binari a quelli ternari. Segue «LA POLKA», ballo dai grandi movimenti con forti cadenze ritmiche. Infine «LA TARANTEDDE», ballo di chiusura della festa nuziale eseguita in vari modi: con il canto; l'arrivo del fornaio che porta le vettovaglie; il brindisi augurale, che il compare rivolge agli sposi ed intervenuti, concedendo poi agli invitati la facoltà di ballare liberamente ed esprimere gli auguri di una felicissima vita coniugale alla giovane coppia; alla conclusione la tarantella del coltello, ballo eseguito dai «guappi», personaggi che ricorrono a questo espediente per mettersi in mostra.
I COSTUMI
Le donne indossano un vestito di broccato ornato di pizzi e coralli dell'800 gravinese, è composto da un giacchettino attillato e gonna ampia con grembiule in seta colorato. Esse hanno un coprispalle «UPANNARULE» formato da un rettangolo di seta colorato con fodera di varia fantasia, imbottito e trapunto a mano. Caratteristica è l'acconciatura, con il famoso «TUPPE»; i capelli tirati all'indietro sono contornati dalla «ZIAREDDE», lungo nastrino multicolore, e tenuti alla nuca dallo «SPATINE» di oro e argento bulinato. Le scarpette a forma di stivaletti sono confezionate con la stessa stoffa del vestito o del «pannarule». Gli uomini vestono un abito nero. La giacca con accollatura alta, i pantaloni alla «zuava» o lunghi tubolari a vita alta, sono fermati da una fascia in tessuto o all'uncinetto di colore prevalentemente rosso, con frangia. Cravatta svolazzante in rasone rosso o fazzoletto in seta su camicia bianca di percalle con abbottonatura alta sul pettino e gilet. Il cappello nero di feltro molle deformabile con sottogola, i calzettoni bianchi e le scarpe nere completano il vestito maschile.