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Politica e Cultura
Miei carissimi Amici lettori. Ovunque! La nostra società, religiosa e civile, ha urgente bisogno di fermarsi e riflettere di più sulla propria vita religiosa e civile. É sotto gli occhi di tutti, il degrado e il modo di comportarsi nel proprio ambiente, religioso e civile. Ci sono corsi e ricorsi storici, e la storia, impariamo, non è invenzione o strumento per indispettire e denigrare il prossimo, usando la propria ignoranza per ingannare l'ignoranza altrui, a tutti i livelli. Negli anni trenta, la nostra diocesi era guidata dal grande francescano, santo e dotto, Mons. fra Giovanni Maria Sanna. Nel 1922, quando prese possesso della Sua diocesi, s'accorse che aria si respirava. E da religioso, si affidò alla preghiera, alla Madonna della Grazia, il cui Santuario trovò chiuso e abbandonato, e all'adorazione eucaristica. E nel 1933 ebbe la geniale idea di fondare "l'Adorazione diocesana perenne, istituita per essere il monumento della nostra riconoscenza al Re divino per gli inestimabili benefizi della Redenzione e per la infinita carità con cui ce li ha largiti". É una iniziativa di fede vissuta di un vero Pastore di anime. Te lo vedevi, quasi ogni giorno, a piedi, per le strade col Suo fra Michele o segretario don Silvestro Zonza, accogliere tutti, specialmente i bambini, ai quali faceva donare piccoli dolci e baciare il Crocifisso della Sua corona che portava sempre con Sé, recitando il Rosario. Sarebbe una bellissima iniziativa di fede concreta, inginocchiarsi dinanzi a Gesù Eucaristia, adorarLo, senza fretta; tanto meno proibire ai semplici cristiani di uscir fuori chiesa, perché si ha da fare! Mons. Sanna: Che maestro di vera fede quotidiana, convinta, vissuta! Il Suo ricordo è di oggi, perché dove non c'è finzione, tutto è lezione di vita cristiana. Scriveva nella Sua lettera pastorale del 1° marzo 1934: "Questo monumento di pietà è ormai eretto tra noi e per esso si innalza indeficiente al trono augustissimo del nostro Redentore divino l'umile omaggio della nostra diocesi. Ormai non vi è istante nel quale non salga all'Altissimo da questa cellula del Corpo mistico di Cristo l'omaggio solidale della nostra adorazione, della nostra riconoscenza e della nostra riparazione. Ogni quarto d'ora rinnovansi i turni dei nostri dilettissimi figli dinanzi alla Maestà di Dio Onnipotente, ed emulando le celesti gerarchie fanno echeggiare il loro inno di amore". La Sua Congregazione religiosa, "Suore di Gesù Crocifisso", con grande edificazione, si sta facendo promotrice di tanta religiosissima iniziativa. È bello riprendere l'iniziativa della Adorazione perenne. Trovare persone che si impegnano, anche per un quarto d'ora al giorno, ad adorare Gesù in Sacramento, a promuovere incontri di istruzione Eucaristica, di adorazione collettiva settimanale in Chiesa. Il tutto perchè l'Adorazione diocesana sia sempre più conosciuta e apprezzata. Bisogna proporci tutti di farcene apostoli, facendola conoscere e facendone risaltare l'importanza. L'Adorazione diocesana rappresenta per noi la forma collettiva più opportuna e più bella per raggiungere i fini della redenzione e per parteciparne più abbondantemente i frutti e diffonderne le salutari comunicazioni. Miei carissimi lettori: Siamo cristiani? Non di usanza, ma di vita! E allora dobbiamo trascorrere più tempo dinanzi a Gesù Eucaristia. Meno fretta in chiesa. Non scappare subito dopo la S. Messa, è rispetto e Fede! Non è mestiere! Gesù nel tabernacolo è VIVO e VERO, IN ANIMA, CORPO, SANGUE e DIVINITÀ.
Don Angelo
Gravina in Puglia 8 novembre 2009