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Politica e Cultura
15/10/2006
A San Giovanni Rotondo un desk del Comune con lo slogan «Gravina, città naturale». I «tesori» della città apprezzati alla Borsa di turismo religioso e aree protette.
Molto interesse per Gravina già nella prima giornata di «Aurea», la Borsa del turismo religioso e delle aree protette organizzata a San Giovanni Rotondo, nel centro congressi della nuova imponente Chiesa dedicata a San Pio. Il desk allestito dal Comune con lo slogan «Gravina, città naturale» ha riscosso apprezzamenti intanto per l'esaltazione delle risorse ambientali del proprio territorio, poi per la presenza di numerosi complessi religiosi e per tutto quanto è legato alla figura di Benedetto XIII, papa nato a Gravina e a don Eustachio Montemurro, fondatore dell'Ordine delle missionarie del Sacro Costato. Nonché per il complesso sistema delle chiese rupestri. Tant'è che l'assessore Mimmo Ricciardelli che insieme al collega delegato al turismo Nicola Bellino ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione di «Aurea», ha sottolineato la necessità di predisporre un accattivante percorso turistico per soddisfare quella che ritiene una vera e propria «sete» di conoscere le chiese rupestri che costeggiano il torrente «gravina» e che potrebbe alternarsi ad un altro percorso per visitare tutti i monumenti religiosi presenti nel centro abitato. Anche perché il turismo religioso, è stato evidenziato nella giornata di inaugurazione di «Aurea», produce un fatturato annuo di oltre quattro miliardi di euro. E Gravina può facilmente inserirsi in questo importante filone economico, perché le opportunità non mancano, dice Ricciardelli e Bellino aggiunge «e poi ci sono strutture ricettive che possono ospitare turisti in ogni periodo dell'anno». Il turismo religioso è, anche, una valida alternativa al classico turismo estivo che privilegia prevalentemente i centri costieri, con il conseguente sovraffollamento che non piace e nessuno. La presenza di Gravina alla Borsa del turismo religioso, con uno spazio istituzionale personalizzato, è finalizzato proprio a cercare di intercettare flussi turistici diversi da quelli tradizionali. Quindi viaggiatori che amano scoprire siti archeologici, che vogliono ammirare panoramiche suggestive, che desiderano immergersi nella natura, che cercano prodotti tipici, che restano affascinati da chiese, santuari e beni culturali. Un turista particolare, insomma. O, invece, un nuovo modo di concepire il turismo? E quello religioso in particolare? Che intanto permette di valorizzare e far conoscere luoghi che difficilmente potranno essere presi in considerazione dai tour operator. Eppure sono posti bellissimi, affascinanti e così importanti, com'è il caso di Gravina, da poter aspirare alla tutela dell'Unesco come «patrimonio dell'umanità», dice Bellino. A San Giovanni Rotondo, chiosa Ricciardelli, «si potrebbero trovare le giuste sinergie per conoscere sviluppi nuovi per l'economia del territorio murgiano dove il turismo può apportare un contributo notevole».
Consensi da parte degli operatori per l'esaltazione delle risorse ambientali ma anche per la presenza di numerosi complessi religiosi e per tutto quanto legato alla figura di Benedetto XIII, il papa gravinese
Maria Pizzillo