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Facciamo subito il Parco della pace

Politica e Cultura

Campo profughi


Facciamolo subito il parco della pace e partiamo da Gravina. Oltretutto l'idea è partita da questa città, nel 1985, quando i senatori Onofrio Petrara e Giorgio Nebbia presentarono una proposta di legge per trasformare in parco della pace l'ex campo-missili ubicalo all’ interno del bosco comunale Difesa Grande. Anche perché qui c'è una storia già scritta, ha detto il sindaco di Gravina Rino Vendola. Nel corso della riunione del gruppo di lavoro istituito per definire la forma giuridica e gestionale del futuro parco della pace, convocato dall'assessore regionale all'assetto del Territorio Angela Barbanente, Vendola ha posto, tra l'altro, l'attenzione sul campo profughi che si trova a metà strada tra Altamura e Gravina e per decenni ha accolto popolazioni provenienti dall’Est europeo. “Incominciamo a fare discutere le due comunità sul futuro di quest'area, che potremmo trasformare in presidio dove far incontrare la Puglia interna con i paesi balcanici. Magari collocando uffici di rappresentanza di enti come le camere di commercio, associazioni culturali e professionali, organismi umanitari, formati pariteticamente dall'Italia e da tutti i paesi dell’ area balcanica”. Idea bellissima ed anche praticabile nel breve tempo, è stato il commento dell’ assessore Barbanente. Intanto Vendola va avanti. Ha chiesto al sindaco di Altamura, Mano Stacca, di convocare un consiglio comunale ad Altamura, congiunto per valutare le idee progettuali riguardanti il futuro dell'ex campo profughi. Tutto all'insegna del filo della memoria, tra quello che c'era e quello che vogliamo che sia oggi quest'area che ha ospitato migliaia e migliaia di disperati. E che oggi, per i figli e i nipoti di quei disperati, potrebbe essere il punto di riferimento per le politiche di sviluppo, capaci di superare i confini amministrativi delle nazioni. Quello del campo profughi di Altamura-Gravina, sembra proprio il luogo ideale per concentrarvi tutte le attività logistiche e gestionali dei futuri luoghi di promozione della cultura della pace e della tutela ambientale. Un esempio di quei luoghi che si devono creare, se si vuole rendere interessante un parco - dice il sottosegretario all'ambiente Laura Marchetti, che ha escluso qualsiasi tipo di intervento finanziario per sostenere l'educazione ambientale virtuale. Dobbiamo far vivere i luoghi, dopo averli opportunamente recuperati e riempiti di contenuti. E le aree immediatamente disponibili, come quelle di Gravina e di Altamura, potrebbero rappresentare il primo concreto nucleo di questi nuovi parchi.
Michele Pizzillo


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