Cosa seria la politica

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Cosa seria la politica

Politica e cultura
Non fosse cosa seria la politica, ci sarebbe da ridere. Il sorriso, del resto, è la prima reazione che l’Armata Brancaleone suscita coi suoi documenti, con le firme che li rivendicano. Fa tenerezza, in effetti, vedere tutti insieme appassionatamente ex
assessori sfiduciati dai loro partiti ma oggi vogliosi di rivalse col sindaco, il Voglio Fare che li ha infangati fino a ieri, e poi forze politiche di centrodestra vecchie e nuove, un pezzo di M5S che pur di stare con Brancaleone litiga coi suoi consiglieri, consiglieri comunali eletti col centrodestra che però non perdono tempo per pubblicizzare la loro vicinanza ad esponenti istituzionali del governo regionale di centrosinistra e, dulcis in fundo, addirittura un sindacato ed un’improbabile sigla del gruppo misto consiliare, composto da tre elementi due dei quali di maggioranza e perciò distinti e distanti dalla grande e salvifica coalizione dei giusti. Ma non fa clamore, non fa notizia. Nell’Armata Brancaleone tutto fa brodo: anche la bugia. Cosa chiedono, questi signori uniti da un’improvvisa fratellanza e che presto – per come è sempre stato – torneranno a dividersi per provare a gestire in proprio briciole di visibilità e di consenso? Quello che gli riesce meglio da quando sono stati sconfitti nelle urne: elezioni anticipate. Stiano sereni: per la troppa foga, hanno scambiato un normale, perfino banale confronto tra forze di maggioranza nella peggiore delle crisi amministrative. Peccato per loro che le cose non stiano così, che la maggioranza sia compatta attorno al sindaco, che i partiti strutturati come il Pd siano al fianco dell’amministrazione ad ogni livello, che la normale richiesta di alcune forze politiche di ridefinire la propria rappresentanza in giunta sia elemento essenziale della politica. Dovrebbero saperlo bene, del resto, gli attivisti cinquestelle, la cui sindaca-modello di riferimento, Virginia Raggi, di assessori ne ha cambiati una ventina in due anni (per tacere di dirigenti e capi di gabinetto). Dovrebbero ben ricordarlo gli autorevoli esponenti di centrodestra, autori in città di una delle più buie pagine della storia politica locale, con un balletto quotidiano di nomine ai tempi della loro fortunatamente breve sindacatura. Dovrebbero saperlo persino gli ex assessori firmatari di quel documento, che si sono prestati a questa strumentalizzazione spicciola solo per ricercare una visibilità oramai perduta.
È cosa seria, la politica, ma non c’è serietà tra le fila dell’Armata Brancaleone: uniti per colpire, da sempre divisi ed anzi nemici quando si tratta di costruire. Perché la fatica di governare e creare prospettive è altra cosa. Più facile confondersi e nella confusione cercare le proprie fortune, seguendo quell’antico ordine borbonico – falso pure quello – che faceva così: «All'ordine Facite Ammuina, tutti coloro che stanno a prua vadano a poppa e quelli a poppa vadano a prua; quelli a dritta vadano a sinistra e quelli a sinistra vadano a dritta; tutti quelli sottocoperta salgano sul ponte, e quelli sul ponte scendano
sottocoperta, passando tutti per lo stesso boccaporto; chi non ha niente da fare, si dia da fare qua e là».
Gravina in Puglia, 12/04/2019
Il Circolo del Partito Democratico di Gravina
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