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Politica e Cultura
Un militare gravinese deceduto in guerra nel 1916 a Roma
per ferite riportate in combattimento
di Michele Capone
Ho avuto il piacere di ospitare un cittadino gravinese emigrato a Varedo (MI) per motivi di lavoro, orgoglioso del suo essere operaio metalmeccanico e della sua splendida famiglia che comunemente coltiva la passione per lo sport amatoriale della maratona. Tale passione lo ha portato in America, in Grecia e in molte altre nazione dove lui e le sue care figlie hanno raggiunto risultanti soddisfacenti. In questi giorni è venuto apposta a Gravina in Puglia per spostare il “resti mortali” (ossa) del defunto Cirrotti Sante, gravinese, nato a Bitetto il 22 novembre 1896 e morto a Roma il 13/09/1916, nel sacrario militare “il Redentore” sito al centro del cimitero cittadino. Le motivazioni che lo hanno portato a tale interesse sono legate ad un forte ricordo d’infanzia. Si tratta di Peppino Del Vecchio figlio di una lodevole signora, Chiara Cirrotti, madre di umile famiglia, interessata a raccontare al proprio figlio l’affetto che lo legava con il fratello Sante deceduto in guerra quando lei aveva solo 5 anni. Ricordava con commozione quando a casa sua, nei pressi della pineta comunale, giunsero i Carabinieri per comunicare la morte di Cirrotti Sante alla famiglia e la figlia Chiara, madre di Peppino Del vecchio, spiega che questa prassi nel 1916 non era usuale e che ciò era accaduto perché il soldato Cirrotti era morto eroicamente. I Carabinieri comunicarono alla madre del soldato, Concetta, che se lo desiderava poteva andare a Roma per salutare per l’ultima volta il figlio Sante. Questa madre Concetta Rizzi, del 1916, senza istruzione e forte della sola volontà di andare ad abbracciare per l’ultima volta il figlio morto Sante, si organizzo per andare sola a Roma con i mezzi che allora erano a disposizione. La Signora Concetta Rizzi, al ritorno del difficilissimo viaggio raccontò l’affetto che trovò presso il comando generale del 141° reggimento fanteria dove già dall’ingresso le guardie di piantone scortarono la signora fino al Comandate, il quale prese la signora sotto braccio e la portò presso altri mutilati, ma vivi colleghi del figlio che lo ricordavano con forte affetto, poi preparata all’evento fu portata presso la camera mortuaria dove scoperto il corpo del figlio constato la mancanza di una intera gamba, lo abbracciò, lo baciò, ringraziò tutti quanti si erano interessati alla sua ospitalità e ritorno ancora sola Gravina in Puglia soddisfatta di aver reso omaggio al figlio anche se morto. Oggi con lo stesso spirito Peppino Del Vecchio nipote della nonna Concetta Rizzi, nipote di Cirrotti Sante, figlio di Chiara Cirrotti è tornato da Milano a Gravina in Puglia a preoccuparsi di riportare le spoglie dello zio presso il sacrario militare cittadino, cosa possibile anche grazie ad alcuni amici residenti a Gravina che hanno sollecitato le autorità locali perché questo desiderio si avverasse. Peppino Del Vecchio ringrazia loro e in particolare modo i funzionari comunali interessati che hanno da subito appreso il profondo legame familiare e affettivo che questo nostro emigrato ha esternato nel portare a termine questa sua volontà. Specifico che malgrado abbia letto tutto quello che è stato nelle sue possibilità per rintracciare più approfondite notizie di Cirrotti Sante e del suo valoroso 141° Reggimento fanteria, chiede a chiunque possa dare altre informazioni di scrivere a questa redazione perché creino il contatto tra le parti. Si è anche avuto prova della iscrizione di Cirrotti Sante presso l’Albo d’Oro pubblicato 1937 del Ministero della Guerra, militi caduti nella Guerra nazionale 1915/18 a pagina 101. Si è anche verificato che a Bitetto esiste già una strada intitolata a Cirrotti Sante e che da altre parti esistono tracce di tale eroe, cosa che Peppino Del Vecchio desidera proprio sapere per meglio ricostruire la storia di questo eroe. In fine mi confidenza che la sua figlia Chiara che porta il nome della nonna Chiara Cirrotti è nata esattamente ottanta anni dopo lo stesso giorno dell’eroe zio Sante Cirrotti il 22 novembre. Ritenendo che questa storia testimoni l’importanza di valore familiari, la offro, su consenso della parte, a tutta la nostra comunità.