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A don Angelo

Politica e cultura

Gravinaoggi don Angelo Casino

L'intervento del prof. Michele Gismundo alla cerimonia funebre di Mons. Angelo Casino in Cattedrale


Eccellenza Mons. Mario Paciello,
Reverendissimi sacerdoti,
Signor sindaco di Gravina Alesio Valente,
Autorità, concittadini.
Don Angelo ha spiccato il volo,
con grande serenità, in seno a Dio, dopo una meticolosa,
accurata preparazione di animo nella sofferenza.
Don Angelo tu sei stato lì, sempre a disposizione di tutti, a beneficare, ad aiutare, ad incoraggiare, a benedire, a perdonare, ad amare.
Pronto a ricevere e a dare dignità.
Quanta gratitudine tu meriti, carissimo don Angelo.
Laddove appariva una incrinatura, tu subito diventavi promotore di pace, di chiarificazione, di unità, di concordia.
Sei stato premuroso anche di chi non ti guardava con occhi sinceri,
di chi ti frequentava per "altri scopi" anche quando la tua presenza infastidiva eri punto di riferimento sereno, sincero, fratello, cordiale, amico.
Hai promosso e realizzato in 52 anni di parroco della parrocchia Madonna della Grazia centinaia di manifestazioni religiose,
di animazione culturale, per incontrare il prossimo, per incoraggiare le umanità nel viaggio nella vita.
Avevi chiesto di continuare a fare il parroco dopo i tuoi 75 anni. Ma la tua richiesta è rimasta inascoltata.
Con obbedienza e fedeltà alla chiesa hai continuato il ruolo di "padre",
con amarezza sì ma con coraggio entusiasmando gli altri, specie noi soci del circolo culturale "L'Aquila", a continuare a frequentarti, ad organizzare convegni, a pubblicare la rivista e le tue ricerche storiche.
- 46 edizioni del presepio vivente, unico in Puglia in quegli anni, celebrato sul costone della Gravina, protagonisti i bambini con i loro genitori in una cornice di antichi mestieri, a nobilitare la fatica dei cafoni, dei pastori e dei piccoli artigiani della murgia.
- 42 edizioni della sacra rappresentazione della passione in preparazione alla Settimana Santa.
- 50 anni di pubblicazione della rivista "L'Aquila", di cui andavi orgoglioso. Uno spaccato di vita religiosa e tanto amore per la città di Gravina.
- Le sfilate dei carri allegorici per il carnevale dei ragazzi. Famiglie intere attendevano ore lungo il corso, per veder sfilare i "carri di don Angelo", i più belli.
- 40 edizioni del concorso natalizio per gli alunni delle scuole.
- Cappellano di vigili urbani, così orgoglioso dell'attività della polizia municipale, celebravi San Sebastiano, per additarlo alle difficoltà che i vigili incontrano nell'espletamento del servizio.
- Il torneo di calcio "L'Aquila", per educare i giovani al rispetto delle regole dello sport e della vita.
In questi lunghi anni di sacerdozio quante vocazioni sacerdotali. Sono usciti, come si suol dire, dalla tua scuola:
Don Nicola Lorusso
Don Saverio Ciaccia
Don Pasquale Settembre
Don Mimmo Laddaga
Don Giuseppe Nuzzi
Don Vincenzo Mazzotta
Don Michele Gramegna
Don Pino D'Alonzo
Don Michele Lombardi
Don Francesco Elia
(figlio della tua amata sorella Grazia e del professor Pietro Elia)
Padre Giovanni Pentimone
e prossimo al sacerdozio, il 20 Aprile 2013, fra Graziano Lorusso.
Amavi la ricerca storica della tua città.
Oltre 40 libri hai scritto e pubblicato in questi anni. La ricerca storica è cultura, cioè offerta agli altri, perché procedano oltre, è costruzione sociale. Ricerca storica - come dicevi tu don Angelo - che ci umilia e al tempo stesso ci esalta e ci aiuta a vivere, ci dà lumi per capire meglio la realtà in cui operiamo per agire con maggiore consapevolezza e migliorare la società gravinese.
Con gioia hai voluto donare, a settembre scorso, al comune di Gravina 650 volumi delle tue opere. E il sindaco dispose, in pieno consiglio comunale, nello stesso mese, di consegnare alcune copie dei libri di don Angelo ai consiglieri, assessori, funzionari e dirigenti comunali
Libri di storia della città di Gravina. Anni di studio e di sudore, di impegno profuso, di continue consultazioni negli archivi, nell'archivio segreto del vaticano. Una attestazione di profondo amore per la tua terra e per la città di Gravina.
Così scriveva don Angelo nel 2004 sul Suo giornale "L'Aquila":
"Questo periodo che abbiamo vissuto a Gravina è stato molto sconfortante.
Predominano la discussione, l'invidia, la discordia, i dispetti, le vendette, le critiche, le calunnie,
tutto è lecito pur di arrivare "ai miei intenti".
Un vero fallimento.
E chi ci aiuta?
Chi ci guida?
Ci vendiamo per un pranzo, per una promessa pur di mettere in pratica il nostro fallimento
e si gode quando il nemico non ha raggiunto nulla come me! Fallito io, fallito pure lui; non eletto io, non deve essere eletto nemmeno lui;
il nostro dialetto madre di tutte le lingue ben afferma con tanta saggezza "Nudd' ij è nudd' tu"! "niente io e niente tu".
Gravina dove sei?
Nessuno può dare ciò che non ha! - continuava don Angelo - È necessario prendere coscienza del proprio essere, fermarsi, riflettere ed imparare ad aiutare.
Perché questa situazione?
Perché tu Gravina sai accogliere bene i forestieri e tu diventi forestiera nella tua città? Possediamo una brutta eredità che viene da lontano.
Non dobbiamo invidiarci l'un l'altro, - diceva don Angelo - possediamo delle bellissime qualità, siamo pieni di iniziative, come mai inabissarci in questo pantano che ci disonora?
Coraggio! Dobbiamo essere più sinceri, dobbiamo gettare la maschera dell'apparenza, dei bagni di folla, he ci fanno perdere la vera esistenza."
Quanto amore, don Angelo, per la tua città di Gravina.
Mia Carissima Gravina, intitolavi un pezzo sull'Aquila. Sempre Gravina, Gravina.
Dicevi:
"Mia carissima città, sei stata la mamma di tanti che ti hanno immortalata nel bene, nella gioia, nel genio, nella santità.
Ora mia carissima città devi tener presente questi tuoi figli,
li devi imitare, ricordare con più frequenza, E solo allora la tua vita salirà la china dell'apatia, dell'abulia e riprenderai a vivere in maniera laboriosa, entusiasmante, cristiana, profetica.
Esorta i tuoi figli a volersi più bene, a stimarsi, a frequentarsi sempre con più sincerità. Esorta tutti i genitori a stimarsi, a frequentarsi sempre con più sincerità e affetto. Esortali ad amare come se stessi i propri figli, senza farsi sostituire da nessuno nell'educazione.
Coraggio. Carissima mia città dopo il venerdì santo c'è la risurrezione."
Grazie don Angelo,
grazie alla tua bella famiglia,
a tua sorella Nella, a tuo fratello Michele,
a tuo nipote don Francesco Elia,
alle tue sorelle Michelina, Graziella e suor Filippina, ai tuoi cognati.
Tu,
ora nel regno dell'eterno prega per noi, continui a pregare per la chiesa, per la nostra chiesa gravinese, per la nostra comunità, per le nostre istituzioni. Si ha tanto bisogno.
Tu,
sei stato - come auspica Papa Francesco -
un pastore con l'odore delle pecore addosso,
sei stato un vero maestro di vita, amatissimo don Angelo.
Alla Madonna della Grazia ti affidiamo.
Il vero nome della Madonna "Piena di Grazia".
Per carità, non ne parliamo: quanta amarezza, dispiacere, sofferenza. Mai odio per nessuno.
Nell'ultima tua conferenza pubblica, nel salone del Convento di San Sebastiano, nell'ottobre scorso, sul tema "conoscere per amare" hai voluto stringere forte la mano al 1° cittadino, presente tra noi. Hai detto al sindaco mi raccomando Gravina. Coraggio! Ce la facciamo.
Gravina, sempre sulla tua bocca e nel tuo cuore.
Addio amatissimo concittadino illustre monsignor Angelo Casino.
I tuoi scritti, i tuoi bollettini settimanali su gravinaoggi.it, le tue ricerche storiche, il tuo amore per la città,
costituiscono un bene prezioso che difficilmente qualcuno vorrà disperdere.
Tu,
ci hai insegnato che il tempo è galantuomo.
Addio don Angelo. Gravina, tutta Gravina è qui.
A renderti omaggio, gratitudine e stima.
Ciao don Angelo!
Gravina in Puglia 7 aprile 2013

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