Gravina in Puglia Notizie Storia Cultura Tradizioni Turismo


Vai ai contenuti

L'immagine della fiera: il marchio, il made in Gravina

Manifestazioni

Manifesto fiera di Gravina


Un balcone. La coperta buona che si tira fuori dal comò nelle grandi circostanze. Il forcone, i pomodorini per l'inverno, la damigiana di vino verdeca, lo scamorzone, il mellone giallo, il serto di diavolicchi. Dietro questa immagine, un prodotto, la Fiera di Gravina.
Oggi che siamo investiti dalla più massiccia valanga di messaggi pubblicitari di tutti i tempi, un prodotto incontra enormi difficoltà nel creare una immagine memorabile.
Il segno grafico di tipo industriale (cosa peraltro praticata negli anni passati) non mi pare si sia rivelato proficuo per una operazione globale di lancio della immagine della città.
Infatti, il prodotto Fiera di Gravina pretende ricadute e ritorni positivi per questo nostro paese e persino per le aziende che producono beni e servizi, anche e soprattutto quando i soldi spesi per la pubblicità sono della pubblica amministrazione. La sfida che ci stava davanti non era solo di imporsi alla indifferenza del pubblico, ma anche di emergere da tutta la massa pubblicitaria. Dovevamo sorprendere il pubblico, bloccarlo, prenderlo quasi per il bavero e risvegliare il desiderio di identificazione sui percorsi a ritroso della memoria.
Per questo Adolfo Grassi, il poeta-pittore della pugliesità. La nettezza delle cose vere, al posto giusto, senza cadute di buon gusto, per fare riaffiorare la ricchezza-povertà, il più intimo e più mostrato che è nostro, davvero nostro. Fino a non molti anni fa.
Persino visibile anche ora. In questo senso, la Fiera di Gravina sceglie la via romantica del recupero della cultura contadina. Le cose buone. La vita di qualità in una provincia che può dare molto a sé ed alla Puglia. L'alimentazione mediterranea, e colture tradizionali migliorabili, l'agriturismo. Una questione fondamentale per il prossimo decennio che parte come tema centrale dalla Fiera di Gravina.
E da Gravina. Una coperta quasi aperta, una coperta che si va aprendo al nuovo che si respira nell'aria, all'antico che resta nelle chianche riprese alle ruberie d'asfalti cittadini, nella calce ingiallita dal tempo lungo le pareti di tufo.
Un pezzo di ricamo della coperta buona, il marchio per la Fiera di Gravina. Non solo, il marchio per le aziende di questa città che si rianima. In questo marchio, quasi una bottiglia di vetro, l'uva, il grano, il San Giorgio a cavallo che trafigge il drago.
Questo marchio, l'ingegno e la laboriosità produttiva devono usarlo, devono richiederlo. È una promozione della pubblica amministrazione in favore di una capacità d'impresa che deve circolare fuori. Per la regione, per il meridione, per l'Italia. È il made in Gravina che cresce attorno alla Fiera.
Un ritratto di città straordinaria (antica e moderna), un ritratto di famiglia su quel balcone dove il sogno può non essere più un'ossessione.

Rino Vendola
Sindaco di Gravina

Home Page | Città e Territorio | Manifestazioni | Palazzo di Città | Politica e Cultura | Fotogallery | -???-


Copyright © 2005 - 2011 Gravinaoggi Associazione Culturale - Gravina in Puglia - Tutti i diritti riservati | info@gravinaoggi.it

Torna ai contenuti | Torna al menu