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Politica e Cultura
Miei carissimi Amici lettori. Ovunque! Oggi, 6 gennaio, la Chiesa Cattolica ricorda l'Epifania, che significa la manifestazione di Gesù Bambino ai Pagani, ai non Credenti. Matteo, l'unico Evangelista che ci racconta l'arrivo, fino a ieri, detto dei Magi, oggi gli stessi sono denominati "Alcuni uomini sapienti" erano numerati in tre, non per le Persone ma per i doni offerti al Divino Bambino: oro, incenso e mirra. Questi Sapienti, dai loro studi avevano imparato che l'apparizione di una stella avrebbe annunziato la nascita del Re dei Giudei". Tutta Gerusalemme e il Re Erode, nell'ascoltare la inaspettata notizia, rimasero stupiti. Erode convocò subito "i capi dei Sacerdoti e i Maestri della Legge e chiese loro: "In quale luogo deve nascere il Messia?" Risposero: "A Betlemme, nella regione della Giudea". Subito Erode chiamò quei Sapienti, spiegò loro tutto e raccomandò loro di informarLo,…"così anch'io andrò ad onorarlo". Usciti da Gerusalemme, ecco di nuovo la stella che si muoveva davanti a loro e si fermò "sopra la casa dove si trovava il Bambino". "Essi entrarono in quella casa e videro il Bambino e sua Madre, Maria. Si inginocchiarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro bagagli e gli offrirono regali: oro, incenso e mirra". Ecco il vero racconto storico dell'arrivo di questi Pagani, i quali convinti della loro ricerca, sfidano tutte le avversità, sino a raggiungere il loro obiettivo. Sicché arrivarono quando il Bambino, grazie al Padre Giuseppe, aveva lasciata la gotta e furono ospitati in una casa comune. Entrati, non rimasero scandalizzati per ciò che trovarono, e in quella povertà riconobbero "il dono di Dio alla intera Umanità"! La loro guida fu la Grazia di Dio che li condusse, con forza e coraggio, insegnando che la vera fede sfida tutte le difficoltà. Soddisfatti della loro ricerca,"ritornarono al loro paese". Si avviarono, sognando! Questi uomini prestigiosi ! Il lungo viaggio, il non avere una meta precisa, solo il grande desiderio di ricercare Qualcuno, seguendo addirittura, una stella, guardando il cielo. Miei carissimi Amici lettori. Non si può vivere senza "guardare il cielo", senza capire e convincersi, che tutto il cammino, se è vero, riporta a Cristo, ti strappa dalle illusioni, dagli inganni, dalle finzioni e ti fa capire che la vera vita non è apparire, o usare "tutto" per farmi perdonare la galoppante ignoranza che avvolge i nostri giorni! Abbiamo sempre più bisogno di guardare in alto, la luce, come ci esorta il profeta Isaia. Cristo, luce, si manifesta a chi usa gli occhi, perché senza occhi, la luce non esiste. Abbandonare interessi materiali, di opportunismo, per metterci, come i fortunati Sapienti dell'Oriente, alla ricerca e alla scoperta del vero bene che ti esalta, ti nobilita, ti aiuta a guardare il Bambino Gesù. Una vita di opportunismo, di dispetti, di interessi, diventa una prigione per una creatura meschina e misera. Il vero cristiano, come quei Sapenti dell' Oriente, non abbandona mai il suo cammino. L'incredulità di Erode e dei suoi seguaci non disorientò "quei Sapienti forestieri"! Anche noi, miei carissimi Amici lettori, seguiamo sempre la nostra Stella: La Madonna della Grazia. Se vogliamo, ci prende per mano e ci conduce al Suo Figlio Gesù! Santissima Stella del ciel, Madre della Grazia Divina, Non abbandonarci! Dacci coraggio di saper affrontare, senza scoraggiarci, tutti gli ostacoli che ci impediscono di chiamarTi veramente mamma: mamma di ogni bene, mamma di ogni grazia, perchè madre della Grazia Divina Tu sei la mamma di tutte le grazie.
Don Angelo
Gravina, 06 Gennaio 2010