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Gravina mappa del 700

Eri raggiungibile solo mediante ponti levatoi. Si abbassavano la mattina e si alzavano la sera e nessuno poteva entrare: porta dell'Aquila (o ponte Madonna della Grazia) - porta San Michele (o ponte San Tommaso d’Aquino o porta Reale) - porta S. Agostino (o ponte di San Antonio).

Nella città di Gravina in Puglia c’è la chiesa di S. Agostino, già chiesa di San Vito Martire e sul lato destro il convento dei Padri Agostiniani. Fino agli anni 60, sulla porta centrale della chiesa, oggi nicchietta vuota, lì era situata la statuetta di S. Vito Martire, fatta togliere, durante il Concilio Vaticano II, da Mons. Forzoni. Sarebbe bello che "San Vito Martire" ritornasse nella sua "casa"! Ecco perché il fondo retrostante la chiesa, si chiama rione Fondovito. A Gravina in Puglia c’è la chiesa di San Domenico, già chiesa di San Tommaso d'Aquino. Sul lato destro della chiesa c'era il convento dei Padri domenicani, nel 1900 adibito ad orfanotrofio. Il centro storico della città di Gravina, sino al 1800 era circondato da un largo, profondo e lungo burrone. Oggi ripercorso e fotografato l'hanno denominato "Gravina sotterranea". La città era raggiungibile solo mediante ponti levatoi; si abbassavano la mattina e si alzavano la sera e nessuno poteva entrare. Uno era situato in porta dell'Aquila e veniva denominato "ponte Madonna della Grazia", perché di là si vedeva in maniera perfetta la facciata del Santuario Madonna della Grazia; l'altro ponte, ove oggi il luogo è denominato "porta S. Michele". Questo ponte, sino al 16 gennaio 1735, quando venne a Gravina il Re Carlo III di Borbone, era denominato "ponte S. Tommaso d'Aquino", perché di lì si vedeva l'unica costruzione esistente fuori la porta, ed era la chiesa dedicata a San Tommaso d'Aquino" che il nostro popolo chiama "chiesa San Domenico". La porta fu denominata "porta Reale", dopo ancora, porta San Michele. Un altro era situato sotto l'arco, che il nostro popolo chiama di "S. Agostino". Invece quell'arco si chiama “S. Antonio". Anche lì, il ponte veniva chiamato ponte di S. Antonio. La nostra Cattedrale è Basilica, minimo dal 1746, come scriveva Mons. Camillo Olivieri nella sua Relatio ad Limina: "CATHEDRALIS BASILICA SUB TITULO DEIPARAE VIRGINIS ASSUMPTAE, PULCHERRIMA EST". La Cattedrale Basilica sotto il titolo di Maria Madre di Dio Assunta in Cielo, è bellissima". (Arch. Segr. Vat., S. Congr. Concilii, cart. 374/A, fol. 289, r). Sino al luglio del 1980, era convinzione cittadina che chi toccava la statua di San Michele Arcangelo, situata in una nicchia nella cattedrale, procurava il terremoto. Nel luglio del 1980 chi scrive apri la nicchia, toccò la statua e pregò il Vescovo del tempo, S .E. Mons. Salvatore Isgrò, grande Vescovo e Padre, di far portare in processione la statua "intoccabile", che sino al 1700 veniva portata in processione, dai nostri antenati, sulle loro spalle. Peso: 4 quintali. E negli anni '80 e '81 fu portata in processione sul carrello. In Gravina sono state fondate diverse Congregazioni religiose: nel 1677, la Madre di Papa Benedetto XIII, dopo aver sistemato i suoi 6 figli, si fece suora fondando il Monastero delle Suore Domenicane di S. Maria; il 6 giugno 1699, Mons. Fr. Marcello De Cavalleriis emise la bolla di erezione del Monastero delle Monache Carmelitane Scalze di S. Teresa. Il primo convento fu al lato della Chiesa di S. Teresa, in via Vittorio Veneto. Oggi il nuovo Monastero è situato accanto al Santuario Madonna della Grazia. Il 21 novembre 1907, don Eustachio Montemurro, dottore in medicina, dopo 22 anni di professione medica, si fece sacerdote e fondò la Congregazione dei piccoli Fratelli del SS. Sacramento; il primo maggio 1908, fondò la Congregazione delle Suore Missionarie del Sacro Costato. La prima Suora e la prima madre Generale fu Suor Addolorata Terribile e la seconda Maria Visci, domestica di don Eustachio. Il primo maggio 1929, S. E. Mons. fra Giovanni Maria Sanna fondò la Congregazione delle Suore di Gesù Crocifisso. Le prime suore furono quattro: Lucia Saracino, Margherita Gagliardi, Corna Cometti Nella e Maria Taccogna. Madre generale: Suor Lucia Saracino.

Mons. Angelo Casino

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