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Politica e Cultura
Signor sindaco on. Giovanni Divella,
rimuovere la Cola Cola è un atto legittimo sul piano degli atti amministrativi. È un gesto grave sul piano morale e diseducativo per la nostra comunità. Che senso ha un'azione di rappresaglia contro la Cola Cola? È un messaggio rivolto a chi? Si spieghi meglio signor sindaco on. Divella.
Non si lasci intimidire da nessuno, da cattivi consiglieri, dalla mediocrità. "Spingere" per la rimozione della Cola Cola è alimentare odio e rancore tra noi gravinesi. E "fuori" ridono di noi e fanno fortuna sulle nostre divisioni.
Ad un giovane, incredulo sull'abbattimento della Cola Cola, ho suggerito l'idea di lasciar perdere l'evento e di approfondire lo studio sulle origini contadine della nostra città, sullo sfruttamento dei nostri braccianti da parte dei padroni, degli agrari, dei latifondisti e dei così detti galantuomini, i veri responsabili del mancato decollo della nostra città. A questo giovane studente della mia scuola ho suggerito inoltre di approfondire in quale circostanza sarebbe stato ucciso il carabiniere Antonio Bonavita nel 1948 a Gravina, per difendere quali interessi?
A proposito, quest'oggi a Gravina è prevista la cerimonia dello scoprimento di una lapide al giovanissimo carabiniere Antonio Bonavita ucciso a Gravina nei "fatti di Divella" il 16 luglio del 1948. A tale cerimonia sig. sindaco si ricordi dell'odio e del rancore, sempre in agguato, a colpire, vedi caso, i più giovani e figli di povera gente.
Auguri di buon lavoro sig. sindaco.
Gravina, 15 aprile 2010
Michele Gismundo. Gravinaoggi.it