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Politica e Cultura
Miei carissimi Amici lettori. Ovunque! L'invito della Liturgia della Parola di Dio di questa III Domenica durante l'anno è: "Ho ascoltato veramente la Parola di Dio, quando la metto in pratica!". La prima lezione della Parola di Dio è: "Essere se stessi"! Non è facile annunziare la Parola di Dio. Non è facile una predica! Oggi, addirittura, molti scrivono: "Nonostante tutte le Domeniche in Italia si celebrano circa 180.000 Messe…e altrettante omelie…una delle prove della divinità del Vangelo è data dalle prediche alle quali è sopravvissuto! Carissimi Amici: Non è facile annunziare la parola di Dio, e non è facile ascoltarla. Non è mestiere scrivere di Dio e della Sua Parola, a tutti i livelli. Quanti Santi, prima dell'ascolto, pregavano e pregano. La Chiesa, la S. Messa, la Comunione, l'ascolto della Parola di Dio non sono un mestiere, partecipando con distrazioni, grida, fretta, bistrattando e scandalizzando chi si trova o entra in Chiesa…per pregare. Ascoltare la Parola di Dio vuol dire essere convinti che Chi parla, chi legge è Dio stesso. Chi legge o chi parla presta la propria voce a Dio che vuole parlare al suo popolo." Se chi legge, legge adagio articolando bene le parole, il capire è migliore, perché si ha il tempo di interpretare e collegare ciò che si è ascoltato". Ecco la necessità del silenzio in Chiesa! e la necessità della preparazione alle letture. Si leggeva su "Avvenire" del 21 di questo mese: "La lettura della Sacra Scrittura durante la celebrazione della S. Messa ha un ruolo eminente e deve essere svolta con competenza e dopo adeguata preparazione anche spirituale. Annunciare dall'ambone (luogo ove si leggono le letture durante la Messa) le Scritture non è un servizio residuale da rifilare a chicchessia, ma un vero "ministero" che richiede dedizione e dovrebbe essere accompagnato da esemplarità. Tutto, in Chiesa, deve orientare l'attenzione e la concentrazione su quanto viene proclamato per far cogliere che riceviamo la vera e la sola Parola di Vita. La Mensa della Parola deve coinvolgere l'architettura, anche l'arredo sacro, la musica eseguita, le vesti, la modalità della lettura e non da ultimo quegli accorgimenti acustici: è indispensabile che la Parla giunga all'intera Assemblea, nessuno escluso. Miei carissimi amici lettori, specialmente cristiani: Ecco la puntualità per partecipare alla Santa Messa. Presenti dal primo segno di croce. La Domenica è il giorno del Signore, cioè appartiene al Signore e non si sciupa in gite alla neve in montagna, ed altro… non partecipando alla S. Messa. La S. Messa non è solo liturgia della Parola fatta da chi non è sacerdote e, potendo, si evita di partecipare alla Santa Messa. Rimane sempre vero che "la più brutta cosa è l'ignoranza", e si è molto più ignorante quando si approfitta della ignoranza galoppante che ci attornia! Impariamo come si ama Dio: non a parole, con apparenza, ma con fatti! Non dobbiamo trasformare la chiesa in un teatro, o avvicinarsi, fumando sino alla porta della Chiesa e poi, gettato a terra, lì dinanzi, ciò che resta, entrare e, a volte, avvicinarsi alla Comunione, prendendo in mano l'Eucaristia! E' il sommo del disprezzo e della incredulità! Impariamo come si ama Dio! Impariamo ad ascoltare davvero la Sua Parola che è un piccolo seme che cade nel nostro cuore. Sta a noi farlo fiorire con convinzione e coraggio! Auguri e… non scoraggiarsi mai!
Vostro don Angelo.
Gravina, 24 gennaio 2010